Le ragazze del 2 giugno

Il cecca andava a scuola due anni avanti a me, ma è nato solo un anno prima. 

Aveva fatto “la primina” si diceva ai nostri tempi.

Mi piace dire “ai nostri tempi”.

Mi sa di vecchia saggia. 

Ai nostri tempi il cecca portava calzini improbabili, occhiali dalla montatura dorata e non aveva ancora invertito la polarità dei bulbi piliferi, avendo ancora in testa i capelli e niente barba sul mento.

Ai nostri tempi ci si incontrava a scuola il pomeriggio per andare ai corsi di storia contemporanea del Cellai, il professore colto e bellissimo dell’ordinario, invidia tremenda del mio, di professore, che pur essendo assai colto era però assai meno avvenente.

Ai nostri tempi ci si incontrava a scuola il pomeriggio per un sacco di motivi, uno dei quali era la politica. 

E il cecca mi piaceva perché era spesso il più lucido di tutti.

Io pensavo sempre che era perché era due anni avanti a noi e perché aveva fatto la primina.

Poi siamo cresciuti e anche il cecca.

E ha fatto un bellissimo documentario che sono andata a vedere l’altra sera.

Il 2 giugno, per la precisione.

Festa della Repubblica, a voler essere ancora più precisi. 

A voler fare un atto veramente rivoluzionario, in quest’epoca di Facebook e di robusta ignoranza, bisognerebbe chiedere al cellai di fare qualche lezione di storia contemporanea, invece di tante fanfare.

Il cecca ha fatto quello che un buon allievo del suo professore di storia avrebbe dovuto fare.

Ha cercato la Storia nelle storie.

Ha cercato persone, donne, adesso anziane, incredibili vecchiette, un tempo ragazzine e entusiate votanti per la prima volta.

Le ha riprese su una comoda poltrona e su uno sfondo nero, che facesse risaltare solo loro: le mani ossute, i gioielli portati con ostinata vanità, i capelli sottili, i vestiti eleganti. 

Le ha fatte parlare e le ha fatte ascoltare, come si fa con la Storia, lasciando che le pagine scorressero una dopo l’altra. 

L’infanzia, il fascismo, la resistenza, il voto. 

Ha preso le storie e le ha conservate non in un archivio polveroso, ma riverberate in una sala calda di gente d’estate, un po’ commossa di vedere i propri vecchi parlare. 

Grazie cecca, il cellai sarebbe fiero di te.

D’altronde per forza eri il più bravo, avevi fatto la primina.

Ps: il progetto, di Stefano Ceccarelli e Nadia Davini ha anche una pagina Facebook dove potete scoprire dove rivederlo. 

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Una risposta a Le ragazze del 2 giugno

  1. pensierini ha detto:

    Magnifico. Su RaiStoria (e anche RaiScuola, forse, non ci giurerei) e su un tv locale ho visto documentari/interviste simili, il programma è ‘Mille papaveri rossi’, ma è di nicchia, lo vedremo in tre in tutto.

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