Fine anno

Quando finiva la scuola cambiava l’alito del vento. 

Diventava tiepido, gentile, invitante.

L’erba brillava e le foglie degli alberi erano già grandi ma ancora verde vivo. 

Era quel periodo magico dei conti alla rovescia, dei cambi leggeri, delle scarpe di tela, delle bolle ai piedi fatte dai sandali nuovi sulla pelle vergine dell’inverno. 

La maestra restituiva i quaderni custoditi nell’armadietto ed era bellissimo risfogliare le pagine indietro nel tempo, scritte quando fuori pioveva, risentendo nel naso e nel cuore l’odore dei mesi diversi. 

Così mi sono trovata seduta su una sedia minuscola all’asilo del principe, guardando le maestre belle com’era la mia, col foulard leggero sulle spalle, le scarpe comode e un grande sorriso. 

Fuori un pioppo sventolava le foglie come un pesce d’argento, il giardino spettinato d’erba cresciuta in fretta, i giochi ordinati del pomeriggio senza bimbi. 

Fra poco inizierà una lunga estate da piccolo principe, per la quale i nonni saranno fondamentali. 

Inizieranno i pantaloni corti, le ginocchia sudice, le giornate eterne.

Il paradiso, insomma. 

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Una risposta a Fine anno

  1. AD Blues ha detto:

    Vero!
    Le estati “da bambini”, lunghe tre mesi o più, erano il paradiso :)

    —Alex

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