Cosa c’è da temere?

Ieri è stata la giornata mondiale contro l’omofobia (e transfobia etc).

Una splendida giornata di sole, durante la quale la mia lista (vi ho già detto, vero, che sono molto orgogliosa della mia lista?) ha distribuito spillette e materiale nel centro cittadino e io… ovviamente… non c’ero. Groan.

Un contrattempo imprevisto mi ha tenuto lontana da Lucca e così mi sono persa una cosa alla quale tenevo tantissimo. 

Allora provo a scrivere due righe, come quando capita che vedi un compleanno in ritardo e speri che gli auguri siano buoni anche secchi.

Non lo so perché la si  voglia definire fra le fobie, l’omofobia. 

Non mi parrebbe una “fobia”, una di quelle paure senza apparente spiegazione logica, come, che so, l’agorafobia o la claustrofobia.

Fra l’altro, di queste fobie più “classiche” ne soffre un sacco di gente e questa gente conduce una vita normale, non è che chi ha paura di un ascensore lo prende a mazzate, tanto per dirne una. 

Sinceramente non vedo chi possa essere spaventato da due uomini che si amano o due donne o due caloriferi…

Che gli può essere successo? Ha visto Platinette senza trucco da piccino? 

No, trovo questo termine gravemente inadatto.

Chi pensa che le persone omosessuali debbano avere meno diritti degli altri, oppure che si debbano curare o nascondere, non mi pare uno che ha paura.

Mi pare piuttosto una persona in malafede o maleinformata o maleducata.

Quel che volete. Ma spaventato non davvero. 

Mi direte magari della paura del diverso, del confronto, di chi è altro da noi, ma boh…

A me paiono solo un po’ stronzi (il blogghino è mio e le parolacce le dico come mi pare).

È un po’ come se un uomo che picchia una donna fosse chiamato “donnofobo”, vi parrebbe normale?

In Italia siamo ancora lontani, come società e come classe politica, dal vivere un una società dove tutte le diversità abbiano cittadinanza. Religioni diverse, stili di vita diversi, attitudini sessuali diverse… 

Ma non è la paura che ci blocca. È la protervia arrogante di chi pensa che esista una sola strada e non si rende conto che la sua è solo uno dei tanti sentieri che conducono alla vetta. 

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3 risposte a Cosa c’è da temere?

  1. AD Blues ha detto:

    Paura che concedere diritti a chi non ne ha possa portare alla perdita dei propri.
    Certamente un sacco di ignoranza.
    Forse paura di avere rivelati i propri segreti (pare che i peggiori omofobi siano alla fine omosessuali loro stessi)
    In fondo è la stessa paura che fa scatenare contro poveri uomini e donne che scappano dalla guerra, fame, persecuzione politica ed arrivano qui chiedendoci solo il permesso di sperare in una vita migliore.

    —Alex

  2. Silvia ha detto:

    Brava Lucia, come sempre!

  3. pensierini ha detto:

    Troppo buona, Luci. Enrico Mentana dice, molto giustamente che ‘omofobia designa e racchiude tanti sentimenti negativi in uno: la paura della diversità, l’odio per gli omosessuali, il timore di essere gay’. Di mio, aggiungo che l’ultima motivazione credo che sia quella più forte, quella decisiva.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/18485825_1394513960594577_8573603205774965670_n.png?oh=740c0a4b15d23272ac2ab62083e63912&oe=59A3EA18

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