no alla cellulite (e all’abbiocco dopo pranzo, e alla prova costume)

domenica scorsa, di vento e di sole e di pioggia, siamo finiti a bere ottimo vino (ma non ditelo al dietologo) al Real Collegio, con qualche amico e col principe scatenato.

fuori dalla porta una ragazzina timida, che pareva uscita da un raduno dei papaboys, con un sorriso tenero e lo sguardo innocuo, mi ha porto un volantino.

era di un candidato sindaco.

la prima frase diceva “no immigrati”.

ho sorriso e le ho restituito il volantino.

“a me gli immigrati piacciono, sono miei amici, anche io sono stata emigrante un tempo”.

“ah, vabbeh, ha risposto la ragazzina arrossendo”.

e ci siamo salutate.

ma quella frase mi ha colpito, non che fosse la prima volta che la sentivo o la leggevo, però mi è rifrullata nella testa per un bel po’ di tempo.

“no agli immigrati”.

che è un po’ come dire che ne so, “no alla pioggia”, oppure “no al sole”, o anche “no alla calvizie” o “no ai parrucchieri per signora”.

che vuol dire “no agli immigrati”?

assolutamente nulla.

prendete un immigrato, uno qualsiasi, lo riconoscete perché è nero, una volta parlavano napoletano, palermitano, barese, poi avevano l’accento polacco, poi slavo, poi marocchino, ora sono neri, anche gli immigrati cambiano con le mode, e chiedetegli: “sei contento di essere un immigrato?”

cosa credete che vi risponderà?

“sì, sono contento di aver lasciato la mia casa, la mia famiglia, i miei amici, il mio mondo, tutta la mia vita e i miei studi per venire qui a fare il manovale quando va bene o chiedere l’elemosina quando va male e prendermi i vostri insulti…”

anche gli immigrati, credo direbbero volentieri “no agli immigrati”.

peccato che non basta dire “no” per risolvere un problema o tentare almeno di capirlo.

mi sarebbe piaciuto chiedere alla timida ragazzina “scusa, ma in che senso no agli immigrati?”

ma lo sapevo che lei non mi avrebbe risposto.

il fatto è che gli immigrati ci sono, esistono, sono esseri umani che si muovono, camminano, vivono.

e “no agli immigrati” non li fermerà, così come il muro di berlino non ha fermato la storia, così come non l’ha fermata il vallo di adriano, così come non la fermeranno i mille muri fra ricchi e poveri del mondo.

per dire “no agli immigrati” occorrerebbe dire prima “no” alla povertà, allo sfruttamento, all’iniqua distribuzione delle risorse e delle ricchezze.

e infine, anche immaginando che davvero possa essere eticamente accettabile la posizione “no agli immigrati” (e da ex emigrata non potete capire quanto mi pesi anche solo ipotizzarlo), di grazia, quale sarebbe quindi il metodo?

un raggio laser che elimini milioni di persone e li spedisca sulla luna?

davanti a un flusso epocale, forse mai visto prima di adesso, davanti a milioni di persone che fuggono da guerra, fame, terrorismo, noi cosa dovremmo fare per fermarli? per convincerli, dopo che hanno rischiato la vita per arrivare fin qui, che devono tornare indietro?

cosa dovremmo fare per davvero? me lo dica, il candidato sindaco, cosa farebbe lui? li picchierebbe? batterebbe i piedi? tratterrebbe il respiro? quale abracadabra pensa di poter usare  per rimandare indietro persone che cercano un futuro?

sarei curiosa.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

5 risposte a no alla cellulite (e all’abbiocco dopo pranzo, e alla prova costume)

  1. AD Blues ha detto:

    Purtroppo Lucia penso che il candidato sindaco ti farebbe una supercazzola prematurata su muri, galera, etc che ovviamente gli impauriti, che si sa bene, in momenti di paura credono a qualsiasi speranza, persino a Stamina, per dire, accoglierebbero in pieno andandolo a votare in massa

    In un mondo che guarda sempre il dito al posto della luna, ovvio che crederanno alla supercazzola che offre la semplice soluzione (falsa)

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    più che altro come diceva sbuffando uno dei miei nonni ” un sia mai che la gente duri fatica a ragionare ! ”

    a volte mi chiedo perchè non ho accettato l’invito di quel mio amico per andare a lavorare nel suo ristorante a Montreal

  3. pensierini ha detto:

    Bene, brava, bis! Io emigrante mi sono sentita per un anno scolastico, quando insegnavo, pendolando, nell’ITIS di Sant’Angelo Lodigiano, che trent’anni fa era un paesotto in culo al mondo (con rispetto parlando), nella profonda Bassa padana, popolato da gente ‘indietro come la coda del gosino’ (ovvero il maiale), retrogradi, ottusi, chiusi e diffidenti come pochi. Io mi sentivo (ero) un’estranea, un’intrusa sgradita, anche perché i miei alunni parlavano tra loro in dialetto, credo mi canzonassero, ed io non capivo un tubo. Che pessima sensazione, che disagio, che malessere. A qualche centinaio di chilometri da casa mia, per di più. Un’esperienza che più istruttiva non ce n’è.

  4. donna allo specchio ha detto:

    che bello riuscire a essere dialettici!! io di fronte a sti str ho una voglia sola: mandarceli!!!
    P.S. A proposito di razzisti, all’annuncia dei risultati in francia, nonostante non ami il candidato macron ho aparto la finestra e lanciato un urlo da stadio : on est sauvé, bon débarrras à la connasse

  5. donna allo specchio ha detto:

    @ensierini, povera, la mia esperienza d’immigrata in francia è stata molto diversa, ho trovato in 20 anni gente gentile che mi ha dimostrato simpatia, ho vissuto solo 2 episodi di razzismo. Solo il primo anno il gruppo di tirocinanti e giovani temporanei quando ho ottenuto un lavoro dopo il tirocinio mi hanno voltato le spalle a causa dell’invidia di una tizia, ma mi sono fatta forza e l’ho mandata a quel paese, sono rimasta un po da sola approffittando per conoscere la città perchè non amo supplicare l’amicizia di nessuno, poi ho avuto la fortuna di conoscere altre persone splendide che mi hanno fatto sentire bene. Altri non hanno avuto la mia fortuna. Devo dire che parlavo un francese discreto e questo aiuta e ho manifestato una grande ammirazione per il paese e una grande volontà d’integrarmi in Francia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...