pippponi come se piovesse

… non si tratta di scEnze, ma ho deciso che in questa campagna elettorale, ancora neanche veramente cominciata, ma in effetti cominciata (poi vi racconto tutto per benino), ogni volta che farò un discorsino, un chiacchiero, un pippone insomma, in pubblico, ve lo racconterò, così almeno mi fate sapere se vi sarebbe garbato essere a sentirlo.

il pippone che vi presento stamani è (per come me lo ricordo, non me lo sono scritto e quindi sono andata un po’, come dire, a sentimento) l’intervento che ho fatto dal tavolo della direzione (mica pizza e fichi) dell’iniziativa che “sinistra con tambellini” la lista dove ho avuto la sciaguratezza di candidarmi, ha organizzato con giuliano pisapia.

intanto bando agli indugi ed ecco la fotina, scattata da daniele (mio compagno di avventura in questa follia, anche di lui vi racconterò) con l’illustre ospite, in mezzo a noi due emozionati come due bimbi.

ma veniamo al dunque… un secondo che prendo l’agendina dove mi ero scritta le cose da non dimenticare…

ecco.

ero partita da una citazione di dobzhansky, un biologo genetista non molto noto al mondo della politica in effetti.

ma la citazione l’avevo trovata a roma alla mostra sul DNA e mi era piaciuta molto.

“Spesso confondiamo l’uguaglianza con l’identità, e la diversità con la disuguaglianza. Ogni persona è geneticamente differente da ogni altra. Tuttavia, la diversità genetica non implica affatto la disuguaglianza, che è piuttosto una prescrizione socialmente imposta. Le persone possono essere rese uguali o diseguali dalle società in cui vivono. Non possono invece essere rese geneticamente identiche, anche se ciò fosse desiderabile.” 

mi piaceva perché metteva insieme due temi che mi stanno molto a cuore: il tema dei diritti e il tema dell’identità.

così, dopo aver notato, per colpa della citazione, un po’ di smarrimento negli occhi della platea, mi sono andata a impelagare sull’aggettivo “identitario”.

aggettivo che molti usano per definire alcuni miei pensieri, i miei modi di essere, di esprimermi, di analizzare e valutare il mondo.

“come sei identitaria!”

mi dicono.

lasciando intendere che sia una cosa brutta, un fardello del passato un impedimento al confronto, al futuro, alla contaminazione.

sono identitaria, in effetti.

lo sono da sempre, perché so chi sono, o per lo meno so che tipo di persona vorrei essere, so in cosa credere, so di avere degli ideali, so di ritenere la giustizia, l’equità, la correttezza, la fratellanza e la libertà come principi cardine.

in questo sta la mia identità.

e non ci trovo assolutamente nulla di male.

anzi, vi dirò.

ritengo che solo chi possieda una sua identità, della quale è consapevole, compresi pregi e difetti, della quale è certo e sereno, sia in grado di confrontarsi con gli altri senza sentirsene minacciato.

sono convinta che l’incontro sia possibile solo fra coloro che, forti della loro identità, non temono l’altro, il diverso, il lontano.

la nostra città sta incontrando in questo periodo storico molte diversità.

e non deve fare dell’identità un ostacolo al confronto con loro.

apriamo le porte delle mura, spalanchiamo le finestre, ascoltiamo le storie di chi arriva da lontano e ha un mondo intero da raccontarci, senza paura che la civiltà debba cedere ad alcun clericalismo, da qualsiasi religione provenga, forti dei nostri valori laici e liberali.

mescoliamoci e impariamo il mondo, impariamo da chi ha viaggiato prima di noi, dai nostri migranti, da chi arriva oggi, da chi arriverà domani.

poi vabbeh, mi sarò impappinata, non me lo ricordo, in qualche modo avrò concluso, ero un po’ bollita, ma la gente ha applaudito felice, io sono diventata rossa come un peperone e sudata come un cinghiale ho dato la parola alla persona sbagliata rispetto alla scaletta prevista.

ma nessuno è perfetto, e gli interventi sono stati belli e appassionati e anche quello di pisapia e la serata è stata bella e piena di gente e di saluti e di sorrisi.

e io sono tornata a casa contenta.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a pippponi come se piovesse

  1. AD Blues ha detto:

    All’ “impariamo dai nostri migranti”, a me, che appartengo ad una famiglia del genere, è spuntata una lacrimuccia.
    Grazie Luci

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Che brava che sei, davvero congratulazioni. Non avete messo il video sul tubo, in modo da vederti e ascoltarti proprio dal vivo, vero? Da maestra inside, ti segnalo un refuso nella citazione: secondo me, dovrebbe essere ‘Le persone possono essere rese uguali o diseguali dAlle società in cui vivono.’ Besos e complimenti davvero.

  3. donna allo specchio ha detto:

    che magnifico discorso!! ammirazione!!

  4. laperfezionestanca ha detto:

    Si si si! Io ti voterebbi subito! Cambio residenza e vengo a votarti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...