A casa del Giannelli

Mi ha chiamano “reduce”, un amico del PD.

E ha indubbiamente ragione. 

Io mi sento tale. 

E ieri sera, con un bimbo indiavolato fra le braccia, sono andata a trovare uno come me. 

Un reduce. 

Un reduce della sinistra, della politica, dell’impegno gratuito e appassionato, del tempo regalato senza chiedere, mai, nulla in cambio. 

Due reduci a chiacchiera su un divano. 

A parlare di elezioni amministrative, di politiche cittadine, di gente da contattare, “reduce” come noi. 

Indubbiamente più vecchi, avevo vent’anni quando frequentavo casa sua, sciolta in lacrime perché il Grande Amore mi aveva lasciato e pensavo che sarei morta di dolore e invece lui mi preparava la zuppa e borbottava “ma iobirbante, ma non vi si pole lascià soli du’minuti, voialtri!”

Ne avevo pochi di più quando, sempre a casa sua, ci chiedevamo cosa fosse giusto fare, scegliendo, con convinzione che dura tutt’ora, la strada sbagliata. 

A trent’anni a casa sua quasi non ci andavo più e a trentadue il congresso dei DS mi vide con le valigie in mano. 

Da allora eccomi di nuovo lì, sul divano del Giannelli, come un reduce. 

Come un reduce orgoglioso, tignoso, un po’, ancora, amareggiato, ma fiero e contento di essere ancora per strada.

Tristi, reduci, rottami, vecchi. 

Quante parole inutilmente offensive. 

Non è nulla, io mi divertirò molto questa primavera, voi cercate di non prendervi troppo sul serio. 

Stay tuned! 

;-)

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2 risposte a A casa del Giannelli

  1. marcoghibellino ha detto:

    … dell’impegno gratuito e appassionato, del tempo regalato senza chiedere, mai, nulla in cambio. …
    ed è qui che abbiamo sbagliato! nontanto perchè si doveva chiedere qualcosa in cambio ( e dio sa sa se c’era chi lo faceva) quanto perchè, l’in cambio doveva essere , il pretendere chiarezza, il sostenere con forza l’obbligatorietà di un pulizia che aveva cominciato a fare acqua già negli ultimi anni di Berlinguer, haimè Ingrao , al solito , aveva visto giusto e con occhio lungo;
    purtroppo l’unica cosa che abbiamo fatto , l’unica che potevamo fare , è stata mandarli a cagare

  2. Isa ha detto:

    Keep going! Sono curiosa di sapere in che direzione… Io ci son passata a un giro precedente, come neofita tardiva della politica “formale” non proprio come reduce… molto, molto istruttivo…

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