Ciucci

Di gomma, di lattice, per i denti, contro i denti, sottili, spessi, da notte, da giorno.

Ma niente. 

Non ha mai voluto ciucci. 

Prima perché non poteva tenerli, poi perché non sapeva che farsene. 

Così sono finiti tutti in una scatola di plastica, un peccato buttarli, assurdo tenerli.

L’altra mattina non so come mai la scatola è saltata fuori.

L’ha vista.

L’ha voluta.

L’ha aperta.

e li ha provati tutti, uno alla volta, ogni volta scuotendo il capo con aria mesta.

“Non ti piacciono?”

Ho chiesto divertita.

“Via!”

Ha detto. Facendo di no con la testa.

Li ho sciacquati e rimessi nella scatola. 

Il giorno dopo me l’ha chiesta di nuovo. 

E il giorno dopo ancora. 

E ogni volta lo stesso rito.

Una prova dopo l’altra, la testa delusa che oscilla da sinistra a destra e il triste responso.

“Via!”

E ogni giorno ci riprova, come chi si vuole convincere di un vizio che non conosce ma che lo attrae, come chi prova una sigaretta, diventa blu e tenta di nuovo, per potersi dare un tono alle feste. 

Così fa il principe. 

Tenta e ritenta senza successo di essere come gli altri, senza sapere che lui è diverso da tutti. 

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3 risposte a Ciucci

  1. pensierini ha detto:

    Posso fare un’osservazione pedante? Secondo me, finché uno non è abbastanza maturo e sicuro di sé (20 anni?), non ama affatto sentirti speciale, diverso dai coetanei, al contrario cerca in tutti modi di integrarsi, di mimetizzarsi quasi, nel gruppo dei pari. Quindi, ti consiglio vivamente di assecondarlo, in questo suo tentativo di omologazione, per la sua futura tranquillità. Noi abbiamo lasciato che nostro figlio venisse su secondo le proprie inclinazioni (e un po’ anche le nostre), un po’ selvatico, ruspante, indocile, allo stato brado, orgogliosamente ‘diverso’, e questo alla lunga non l’ha aiutato nei rapporti. In realtà, abbiamo tentato di metterlo negli scout, ahimè in quelli cattolici :-(, con scarsissimo successo, perché lui si ribellava con vigore al ‘nonnismo’ ed al rispetto dell’autorità in quanto tale, se non riconosceva ai ‘capi’ autorevolezza e se loro non conquistavano la sua stima ed il suo rispetto. E alla fine è diventato pure ateo convinto: bingo! Si impegnava nello sport, ma senza convinzione né agonismo, perché ha sempre odiato nel profondo la competizione. Molto meglio una passeggiata in solitaria col suo cane lungo i fossi, su per le colline e i monti e giù per le vallate. I suoi prediletti erano i coetanei meno svegli e meno fortunati. Nel suo intimo, era (ed è ancora) un piccolo Robin Hood, ovviamente la *sua* maschera di carnevale :-) Insomma, gente, sappiatevi regolare… :-)

  2. donna allo specchio ha detto:

    Hai descritto me pensierini, ma confermo questo non mi ha molto aiutato nella carriera e nella vita, solo che a anta anni ne sono consapevole che già è qualche cosa!!!
    Concordo con la tua osservazione che non mi sembra affatto pedante

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