due alberi

ho fatto una strada diversa ieri sera per tornare a casa.

una strada un pochino più lunga ma con meno macchine, che passa da pescheti, campi, fossi confinati da pioppi giganti.

la luce del sole ancora resisteva una curva dopo l’altra e piano piano diventava sempre più blu.

lungo la strada due alberi, uno di fronte all’altro, due grandi cespugli d’alloro cresciuti fino a poter fare ombra ai ciclisti.

mi piace tanto l’alloro, ha foglie fresche e profumate, fa un ombra generosa che profuma di castagne bollite, cucina di casa mia, inverno con la pioggia in corte e i compiti da fare, le mani appiccicose delle troppe castagne sbucciate.

non ho potuto fare a meno di guardarli e di sorridergli.

due alberi, ognuno a un lato e all’altro della strada.

uno, dal lato del fosso, cresciuto a piacere, spettinato, con i rami al vento.

l’altro, forse ultima sentinella del giardino di una villa, potato come un quadro di picasso.

un poliedro irregolare e senza senso, dettato solo dal desiderio di ordine del giardiniere senza gusto.

un solido compatto, dalla forma diamantata e innaturale, come certe teste da manager dai riccioli bloccati dalla brillantina.

mi ha fatto pena, così rigido e serio, davanti all’amico scarmigliato e scanzonato.

ho immaginato due vite diverse, una fatta di avventura e sentimento e sogni e vento, l’altra di senso del dovere, di colpa, di responsabilità, non propri, ma decisi da altri, che, come feroci giardinieri tagliano e squadrano lì dove il vento potrebbe invece entrare a portare aria pulita.

così a volte siamo anche noi, potati dalla vita e da chi ci circonda, costretti a forme che non ci appartengono, inquadrati contro natura.

ebbene, ho una buona notizia.

la primavera è arrivata. è l’occasione perfetta per fare rami nuovi, in ogni direzione desiderata.

buone gemme a tutti!

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5 risposte a due alberi

  1. AD Blues ha detto:

    Sì, è una buonissima notizia!!!

    —Alex

  2. Rosa ha detto:

    Grazie!!!

  3. donna allo specchio ha detto:

    bel post e hai ragione, bisogna fare rami nuovi

  4. ohana ha detto:

    Mi è tornata alla mente di pagina di Gibran, che ho regalato come augurio sincero e profondo nel giorno del matrimonio a colei che sarebbe diventata mia cognata, 2 alberi un cipresso e una quercia, che nessuno adombri l’altro. Il suo matrimonio si è sfasciato, poggiato sull’apparenza e non
    sull’essere, l’augurio è stato male interpretato e non mi volge più parola, ma suo fratello è come l’onda, possono provare ad arginarlo con le barriere ipocrite, ma torna sempre da me, allo stesso scoglio. Grazie per il post….serve a tenere viva la memoria!

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