Si sente

La prima cosa che mi colpì atterrando in India fu l’odore. 

Un odore che non mi abbandonò neanche tornando a casa, per settimane. 

Un misto di fiori, smog, cardamomo e cane bagnato. 

Anche dresda ha il suo odore, d’inverno odora di neve e ghiaia, d’estate di spezie per kebab e birreria, mescolando, così, sacro e profano senza porsi il problema. 

Lucca anche odora.

Di intonaco e pietra, di polvere e di deodorante, di fontana e di alberi lontani. 

E gli odori arrivano quando cambia la stagione, l’aria ha un suono diverso, è più morbida e gentile. 

Odora il cielo, di rosso e di blu, e le bici, e i bambini. 

Odorano le magnolie, le gemme, i prati delle mura. 

Onorano i negozi, di detersivo e cuoio di scarpe. 

Odorano le stade delle vetrine dei verdurai seduti fuori a godersi i giorni che si allungano. 

Io cammino dopo aver fatto un parcheggio da maestro a passi lenti verso casa, il cielo è ancora acceso e profuma di primavera. 

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Una risposta a Si sente

  1. AD Blues ha detto:

    Il profumo di primavera l’ho trovato uguale dappertutto ed è quello che preferisco!

    —Alex

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