la mamma di franti

La povera donna, sospinta affettuosamente dal maestro, è uscita. C’è stato un momento di grande silenzio. Richiusa la porta, il maestro ha guardato Franti con uno sguardo terribile e gli ha detto, scandendo le sillabe: «Franti, tu uccidi tua madre, tu uccidi Malfatti». Tutti ci siamo voltati verso di lui; e quell’infame ha sorriso”

ieri ho capito una cosa molto importante.

che pensavo di sapere, ma che in realtà mica sapevo per davvero.

io amo il principe. per davvero.

e no, non per i suoi occhi infiniti, non per il sorriso splendente, neanche per la sua storia incredibile, e non per i neri capelli e non per le paroline divertenti o per gli strumenti che sa imitare o per il verso del cavallo, della mucca o del leone.

no.

lo amo in quanto lui.

e l’ho capito perché ieri ha fatto una cosa terribile, per il quale si è beccato i rimproveri di mamma e babbo in versione armageddon, entrambi arrabbiati, entrambi con gli occhiacci seri, entrambi in imbarazzo e spaventati per quello che sarebbe potuto succedere.

ieri, il paffuto tesoro, l’angioletto di casa, il piccolo principe, ha agguantato un martello giocattolo di plastica (per puro caso, perché ne ha anche di legno) e brandendolo come una clava ha attraversato la stanza per sparagnarlo in testa a stella stellina, senza pensarci due volte, come un cavernicolo.

e io l’ho visto, l’ho visto da lontano premeditare il gesto, cercare il martello, camminare fino a lei e colpire, così, come un franti qualsiasi.

geloso di qualche carezza, di qualche attenzione veramente minima ha fatto non solo una cosa bruttissima, ma una cosa che, con un giocattolo appena più robusto e pesante, poteva veramente avere conseguenze gravi.

preso da parte e brontolato a lungo è poi tornato a fare caro alla bimba, sempre sorvegliato da me come un carcerato in permesso premio.

quando sono andate via, la stellina e la sua mamma, dopo aver fatto sbollire la rabbia e l’imbarazzo, ho guardato mio figlio.

e ho capito che ero fregata per sempre.

che l’avrei amato anche se avessi dovuto portargli le arance in prigione.

e che l’avrei amato anche se fosse stato un delinquente.

cosa che spero non diventi. eccheccazzo.

ma è così. non lo amo per i suoi occhi dolci. no.

lo amo e basta, incondizionatamente, perfino quando fa cose tremende come prendere a martellate un’amichetta.

come la mamma di franti.

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13 risposte a la mamma di franti

  1. pensierini ha detto:

    ohi ohi, e adesso, chi lo ferma più, il tuo amico marcoghibellino, con le sue tirate sulla mamma italica? :-)

  2. pensionata ha detto:

    Non c’è vaccino che tenga: le mamme (in qualunque parte del mondo) amano così! Ci sarà qualche ragione biologica, qualche spiegazione scientifica… io non lo so, ma so per certo che, quando la mamma sta bene, ama. Non vuol dire che perdiamo l’uso della ragione o il senso di giustizia, amiamo la vita che abbiamo accolto ( e, anche, con dolore quella che non abbiamo potuto o voluto accogliere).

    Una carezza al tuo piccolino e alla sua mamma giustamente innamorata del suo Franti

  3. Gianc. ha detto:

    …prima o poi tutti ci rendiamo conto di essere mamme (o papa’) di uno o piu’ Franti…
    (che poi a me sta anche molto simpatico! C’e’ solo bisogno che Garrone lo prenda un attimo da parte dopo la scuola per fargli capire due cosette)…

  4. AD Blues ha detto:

    Immagino che ormai tu sia fregata per sempre! :D

    —Alex

  5. marcoghibellino ha detto:

    se c’è uno scrittore dell ‘800 che mi stà sulle p…. è De Amicis

    ahem ci sarebbe anche Manzoni ma quello è un caso limite

    • donna allo specchio ha detto:

      marco siamo sulla stessa lunghezza d’onda, come sempre, ma io ci aggiungo anche saint’exupery et il suo piccolo principe! non me ne vogliano i francesi, ma …ancora mi sto a chiedere che cavolo voleva dire col suo “disegnami una rosa”

      • Angela ha detto:

        Ho letto 3 volte quel piccolo principe per tentare di capirne il significato nascosto. Inutilmente. Però sui promessi sposi non sono d’accordo con voi, a scuola ce li hanno fatti odiare ma a rileggerli da adulti, anzi da vecchi nel mio caso, fa scoprire un’ironia insospettata. Il finale è straordinario, si sposano finalmente e con la suocera decidono di lasciare il paesino dove hanno vissuto le note vicende e di trasferirsi in quello del cugino Bortolo. Là sono tutti pronti a spiare questa ragazza che ha provocato un tale trambusto e si dimostrano subito critici e increduli. “In fondo non era niente di speciale, non era molto alta e non era neppure bionda”.. E Renzo, indispettito, affronta un altro trasloco!

  6. nonsonosola63 ha detto:

    La Lucetta infranta! :D

  7. donna allo specchio ha detto:

    @angela: il significato nascosto me l’ha dato un articolo di repubblica uscito tra ottobre e dicembre 2016. E devo dire che è stato illuminante!! lo devo ritrovare negli archivi! il mio compagno, francvese, è dell’opinione che il piccolo principe lo fanno leggere all’età sbagliata, 10-11 anni. Se lo si legge da bimbi piace perchè lo si vede solo come una favola, da adulti se ne puo capire la poesia. Io ho tentato di leggere “vol de nuit”, ma per me è calma piatta, ottimo stile, ma una mera descrizione, noioso come la morte

  8. marcoghibellino ha detto:

    prova questo https://ebooks-bnr.com/ebooks/pdf4/saint_exupery_pilote_de_guerre.pdf
    ammiro molto Saint Exupery è poetico e profondo , bisogna comunque sfrondarne l’immagine della leggenda che gli è stata costruita attorno, ad esempio era un uomo normale non l’angelo pacifista che ci hanno dipinto, ne un militarista, allo scoppio della guerra chiese di entrare nella caccia, ma era troppo anziano e finì nella ricognizione, quindi non per scelta , come hanno spesso detto , onde evitare di uccidere .

    • marcoghibellino ha detto:

      come per Georges Guynemer, di Antoin de Saint Exupery possiamo dirè
      ” volò cos’ in alto che non potè più scendere “

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