jesuistanbul

la distanza conta in questi avventimenti.

i brividi addosso sono evidentemente tanti di più e tanto più forti quanto più sentiamo la zampata della morte, l’alito cattivo della volenza, il freddo della paura a un soffio dalla nostra pelle.

berlino, parigi, bruxelles, londra, ci fanno più paura e generano più empatia di istanbul, e credo che sia normale così.

gran parte dell’empatia che genera una cosa del genere è l’istintivo pensare “poteva accadere a me, poteva accadere a chi amo”.

e su questo giocano i cannibali del giornalismo d’assalto, che titolano con frasi “attentato in turchia, colpiti stranieri”.

in fin dei conti la classifica dell’emotività è fatta di questo. un caso di meningite in toscana ci fa gelare il sangue più delle migliaia di morti per denutrizione in africa.

non penso ci si possa far molto.

di tutto il coro annientato dell’armata rossa i giornali italiani hanno parlato del fatto che con loro ci potesse essere toto cutugno.

io, quando ho visto in televisione un camion sfondare un mercatino esattamente laddove una settimana prima dormiva mio figlio ho sentito La Paura prendermi molto più forte di altre volte.

cosa fare se non tentare di riflettere, se non pensare al tentativo di restare uomini, con la paura che ci lecca ma non ci fa crollare, non ci fa perdere la voglia di sentirci fratelli di tutti, lontani e vicini.

Karamazov sosteneva di essere capace di amare il prossimo solo quando non era troppo vicino.

io ho paura di dimenticarlo quando si trovi troppo lontano.

dobbiamo scrivere sul muro della nostra camera da letto “ricorda di amare” in modo da leggerlo ogni mattina, prima di ascoltare le notizie alla radio.

 

 

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5 risposte a jesuistanbul

  1. AD Blues ha detto:

    Non solo sul muro; bisognerebbe tatuarselo sulle mani, in modo da averlo sotto gli occhi sempre.

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    No, amare tutti è troppo difficile, Luci. E’ evangelico, dunque impossibile. Basterebbe sapersi mettere nei panni degli altri, almeno un po’, almeno cercare di farlo, sforzarsi, fare del proprio meglio per riuscirci. Auguri, cara.

  3. giovanni ha detto:

    il vero coraggio sarebbe di amare tutti…ma proprio tutti io non ci riesco…mi dispiace.

  4. donna allo specchio ha detto:

    Ti capisco Luci. A me parigi e Nizza hanno colpito molto di più che tutti gli altri attentati e non solo perchè abito in Francia e considero la Francia il mio paese di adozione. Non parliamo poi della viltà di prendersela con chi va ad un concerto, una delle mie attività preferite e una delle basi della cultura occidentale. Purtroppo gli attentati di parigi mi hanno fatto riconoscere alla verde età di anta anni che non si è sfortunatamente uguali di fronte alla morte. Tuttavia anche se non si puo amare tutti allo stesso modo mi piacerebbe almeno non dimenticare gli altri : a volte ci riesco e l’umana pietà prevale (vedi soldati russi del coro, erano militari si, ma erano musicisti e sono finiti anche loro in modo ingiusto); a volte no.

  5. donna allo specchio ha detto:

    Comunque ad ogni festa in una parte del mondo qualsiasi c’è sempre uno sporco bastardo che la rovina con un fottuto attentato!!!!

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