lapa tacca

mentre sui giornali on line imperversa lapo, il suo finto rapimento e il suo arresto, io mi guardo allo specchio e la vedo.

onnipresente.

bianchiccia.

lei.

lapa tacca.

lapa tacca è la medaglia al valore di ogni mamma che si rispetti e il principe ci tiene a farmene una, sempre fresca, per ogni maglia appena lavata che io possa mettere.

così capita che salti agli occhi mentre mi lavo le mani in un bagno dell’ufficio dopo una riunione importante, che la noti quando per caso mi vedo riflessa in una vetrina di un negozio, quando al supermercato il vetro dei surgelati riflette la mamma scarmigliata che prende una pizza dallo scaffale ripromettendo a se stessa che  è l’ultima volta e che può smettere quando vuole.

lapa tacca non perdona.

è sempre nel solito posto, vale a dire subito sotto il mento, a metà fra la tetta sinistra e la destra, esattamente dove, per consolarlo di un pianto qualsiasi (ieri per dire piangeva inconsolabile per un taglio di capelli e NO, non ero io a tagliarglieli, ma una professionalissima parrucchiera) la mamma coccolona stringe a sé il piccino moccoloso, che si struscia alla maglia prima da sinistra verso destra, poi da destra verso sinistra, a ribadire lapa tacca.

lapa tacca non occorre che sia di moccio.

può essere di biscotto (lape ggiore), di minestra, di latte, di yogurt, di banana, e di mille altri gusti, forme, colori.

perché lapa tacca è arte, arte sublime dell’imbarazzo in pubblico, arte della fretta, della stanchezza, del vestirsi la mattina al semibuio, al volo e con la colla.

lapa tacca è vita vera.

fanculo lapol kann.

 

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13 risposte a lapa tacca

  1. AD Blues ha detto:

    😂😂😂😂
    Sarà perché sono le 6:30 ma ci ho messo un po’ a capire ;)

    —Alex

  2. Tiziana ha detto:

    :-D fanculo Sì fanculissimo!!!

  3. donna allo specchio ha detto:

    normalmente sono post come questo, nonostante la sua dolcezza, che mi fanno pensare di essere contenta di non aver figli. La sola idea di cacche, pannolini, macchie, urli, rigurgiti vari mi fa orrore. Penso per che con un figlio proprio deve essere diverso e sono certa che il moi ragionamento è solo teorico: una volta preso un braccio un bebe non penso alle conseguenze. Almeno, le volte che ho preso in braccio un bebe, ho solo pensato alla sensazione di dolcezza che provavo. Se poi arrivava la macchia o la tirata di capelli o qualsiasi altro inconveniente; pazienza, fa parte del gioco

  4. donna allo specchio ha detto:

    ebbene si, inrealtà sono solo una gran fifona, pero è vero che i bebe (fino a un anno li adoro, sono come bestioline e io amo gli animali, tutti tranne gl’insetti), ma quando si fanno grandicelli,, dai 2 ai 6-7 anni mi massacrano, ovvero dopo ho bisogno di 2 ore di lettura,tv, sport, internet, discorsi con un adulto per ricominciare a ragionare ;). Mia mamma invece dice che ha un cuore bambino, a 81 anni si guarda ancora peppa pig e dice che trae la sua forza dai bimbi

    • pensierini ha detto:

      Ma che bambini frequenti? :-) Ci sono bambini tranquilli e gentili anche in quella fascia d’età. Io mio figlio ho cominciato a ‘godermelo’ per davvero solo dopo che ha iniziato a parlare, a voler sapere il perché di tutto :-) sarà che nell’animo sono poco accudente e più maestra :-P

      • donna allo specchio ha detto:

        Bambini di tutti i tipi, grazie a mia madre, i miei nipotini, figli della sorella del mio compagno, che adesso sono grandini (14 e 16 anni) erano si affettuosissimi, ma erano terribili, indisciplinatissimi, aprivano i cassetti senza chiedere, frugavano tutto, interrompevano i discorsi dei grandi, urlavano; figli di colleghi idem, vicini di mia madre lo stesso. Sarà che io ho ricevuto un educazione rigida e da piccola ero una bimba tranquilla (e figlia unica), mi davi un libro o da colorare e me ne stavo ore a giocare per conto mio, senza rompere le scatole ai grandi. Gli amici di mia madre mi adoravano per questo, non mi sarei mai permessa di aprire un cassetto in casa altrui.

  5. marcoghibellino ha detto:

    hummm … in effetti, avere qualcuno che tu hai visto fin da piccolissimo, che ti è vicino, che cresce con te , per come lo accudisci lo nutri te ne prendi cura …

    mi farò un bonsai

  6. donna allo specchio ha detto:

    @pensierini: io invece non ho pazienza, quindi la vocazione della maestra purtroppo non ce l’ho. Ho provato a dare ripetizione (gratis per fortuna), ma finivo per fare i compiti al posto della persona. Mia madre fa lo stesso discorso tuo, lei ama i bimbi quando sono in età di ragionare perchè vede il mondo con i loro occhi.

    • pensierini ha detto:

      Non è che vedo il mondo coi loro occhi, proprio no :-) è solo che per natura mi piace condividere con gli altri il racconto dei miei errori e delle mie ‘scoperte’, nell’illusione di rendermi un pochino utile, ecco tutto. Relativamente ai bambini maleducati con cui hai avuto a che fare, hai ragione da vendere se non li sopporti, andrebbero rieducati i loro genitori, soprattutto!

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