il miracolo

lucca, sera tardi, dove per “tardi” si intende tragicamente le nove di sera, di ritorno da una cena scroccata vigliaccamente a casa dei nonni, che hanno sacrificato la fiorentina per amor del nipotino.

lucettina ha appena scaricato nell’androne del palazzo figliolo, marito e spesa, e ha corggiosamente fatto quello che da qualche mese, per sua perversione, si dedica a fare (la perversione in realtà è dettata dallo schifoso tentativo di non essere lei a mettere a letto il recalcitrante principino, lasciando la bega al più paziente HDC): parcheggiare la macchina.

tornare dopo le sette e mezzo nel centro storico normalmente condanna a giri danteschi eterni e sfinenti, essendo i posti disponibili, come in un immenso gioco delle sedie dell’asilo, in numero inferiore ai permessi concessi, mistero lucchesissimo e, a quanto pare, insolubile, a quell’ora già presi dai residenti tornati dal lavoro. 

percorsa via altogradi e attraversata via sant’andrea, lucettina si affaccia in piazza del mercato, parcheggio in assoluto più vicino a casa e decide di fare un giro nella piazza “che non si sa mai”.

si dà anche della scema, mentre lo fa, “mentre sono qui che faccio il girotondo, magari arriva qualcuno e mi passa avanti”.

perché le strade di lucca sono piccole e dai molti sensi obbligati, una volta che hai una macchina davanti si segue il principio di aufbau e fino a che la macchina davanti non si è sistemata non puoi pensare che la sorte trovi un posto anche per te.

per cui a volte, le piazze poco promettenti, vanno lasciate stare se si vedono dei fanali arrivare: occorre essere il primo dei due topolini nel labirinto, o il primo elettrone da sistemare, come preferite.

e mentre svoltava per finire il giro ecco la visione del paradiso.

un posto.

un posto in piazza del mercato.

dopo le nove di sera.

con la pioggia.

e, felicità delle felicità, a LISCA DI PESCE.

lucettina ha parcheggiato in una manovra che esprimeva gioia e tripudio.

poi ha spento il motore.

ed è rimasta lì, a contemplare il suo parcheggio super fortunato, incredula, incapace di scendere, felice.

ha mandato un messaggio al marito per dire dove avrebbe trovato la macchina il giorno ed è scesa.

ha aperto l’ombrello, ha infilato il piede in una pozzanghera che le arrivava allo stinco riempiendo le scarpe, ma non l’ha neanche sentito, ha fatto passare la tipa con la mini e i capelli perfetti che sgommava per passare avanti alla macchina che stava arrivando e saltellando come un pinguino si è avviata verso casa.

a volte basta poco per essere felici. anche solo una lisca di pesce.

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4 risposte a il miracolo

  1. pensierini ha detto:

    ok ok, può bastare anche solo una lisca di pesce, ma bisogna partire da una piattaforma bella alta :-) tu, cara, hai un livello basale di contentezza che non è di tutti, buon per te (e anche buon per noi, egoisticamente: sei la nostra iniezione mattutina di positività, grazie ancora e sempre)

  2. donna allo specchio ha detto:

    è vero, il tuo blog è la prima cosa che leggo prima di cominciare a lavorare

  3. nonsonosola63 ha detto:

    concordo!

  4. marcoghibellino ha detto:

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