inspira espira

avevo già scritto che arrivare al 4 dicembre sarebbe stata dura.

ma non immaginavo “così dura”.

questo referendum poteva diventare un’occasione imperdibile di dialogo sul futuro del paese, su come lo vediamo, su come lo vorremmo, su come vediamo la strada per realizzarlo.

è stato trasformato, lo voglio dire, in primis dalla compagine governativa, in una battaglia fra barbari, in una partita di calcio anche bruttina, in uno scontro fra tifoserie bellicose quanto becere e arroganti.

la palla dell’arroganza, lanciata dal premier, è stata, occorre purtroppo dirlo, colta al volo dalle opposizioni, tutte, compreso il mio 4% di riferimento parlamentare (perchè, che si sappia, per dire NO a questo referendum non occorre essere grillini o fascisti, si può essere di sinistra, si può essere democratici, progressisti e antifascisti pur dicendo NO a questo referendum e il fatto che i paladini del SI’ non vogliano neanche provare a riconoscerlo è una delle cose che mi manda in bestia).

adesso che i toni sono scesi di qualità e alzati di volgarità, sento proprio dalla parte di governo un invito a moderare i toni. invito che raccolgo e che riverbero con passione, senza però dimenticare i mesi di “gufi”, “rosiconi” “ciaoni” “rottamati” e “staisereno” che mi è toccato sopportare.

non si può denigrare l’avversario (tanto più quando l’avversario è praticamente il tuo vicino di banco parlamentare o compagno di partito, o compagno di lotte da una vita intera) e poi sperare che nel nome del senso di responsabilità, un senso di responsabilità che non si è dimostrato non pensandoci un secondo a far fuori prima un governo retto da uno del proprio partito, poi il segretario del partito stesso per prenderne il posto senza prenderne le responsabilità (ricordo che l’attuale presidente del consiglio è anche segretario del maggior partito di governo, partito che mi pare, dall’esterno, in preda al primo potente che passa), si possa votare contrariamente alla propria coscienza perché “altrimenti cade il governo”.

di tutto quello che c’era da fare nel paese occorreva tener fermo tutto per fare una riforma del genere?

quando avete pensato di “blindare l’esecutivo” perché avesse le mani libere dai lacci e lacciuoli del bicameralismo pensavate di vincere le elezioni.

metti che le vince grillo?

metti che le vince salvini?

quante volte il bicameralismo ci ha salvato o, per lo meno, protetto, dalle furbate di berlusconi?

una volta fatta la riforma della costituzione avete messo tutto il peso del governo sul successo del SI’, “minacciando” le dimissioni in caso di vittoria del NO.

e sarei io l’irresponsabile?

mi spiace, mi può scrivere Obama, il financial times, la fiat o chi per loro.

non mi convincerete.

credo che i problemi dell’italia non siano il senato e la sua rappresentatività e non credo che i costi della politica si abbassino in questo modo.

vi stupirò: credo che la politica abbia un costo, debba avere un costo e anche alto.

ma credo anche che la classe politica debba essere all’altezza di questo costo.

in questi anni si è lavorato sodo per avere una classe politica di yes man.

ritorniamo a parlare di politica, seriamente, sul territorio, non su facebook, guardiamo in faccia le persone, leggiamo libri, usciamo e incontriamoci la sera.

basta banner, basta hashtags ironici, basta frasette mandate a dire.

non vi si sopporta più.

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6 risposte a inspira espira

  1. aleross74 ha detto:

    purtroppo come sempre si cambiano i significati alle cose. Le elezioni amministrative diventano un test nazionale, le elezioni europee diventano la spia di tenuta di questo o quel partito, o meglio di questo o di quel personaggio politico. Per il referendum costituzionale sta succedendo la stessa cosa. Se vince il no Renzi va a casa, Grillo vince le elezioni e poi chis i è visto si è visto. Scoppierà la terza guerra mondiale, tanto gli “Illuminati” l’hanno già prevista nel 2017, la popolazione verrà sterminata e così via. Ormai internet è piena di queste cose e c’è chi ci crede.
    Sinceramente continuare a pagare 300 senatori di cui 15o invece di fare il loro lavoro vanno in tv o a destra e sinistr,a o hanno doppi e tripli incarichi, ora che comincio a vedere come stanno le cose, non ne ho più voglia. Ci sono coste che così come sono gestite è meglio s espariscono, eprché ormai non c’è rimedio, almeno nell’immediato. Ci sono situazioni che meritano di esser gestite a volte anche a forza, forza data dalle leggi, non da altro. Dal mio punto di vista esclusivamente personale, io sono a lavoro in un posto, ho chiesto a tempo debito di essere in un altro visto quello che succederà, in caso di vittoria del sì. Mi è stato risposto che la mia professionalità non serve, non è compatibile. Bene, ma se le cose andranno in un certo modo, qualcuno dovrà accettare anche la mia professionalità per legge e rendersi conto che certe scelte sono state fatte in modo irresponsabile. L’errore piu’ grave fatto fino ad ora è stato quello di aumentare il numero dei politici, che bivaccano qua e là, che tanto se voto o non voto è uguale, che tanto se non studio è uguale, seguo la linea di partito, mi porto a casa due soldi e godo. Bell’esempio! Poi ci lamentiamo se i figli non studiano, se girano per le città whatsappando selvaggiamente cose inutili con telefonini da uno stipendio e mezzo, il tutto nell’indifferenza piu’ totale, tanto il mondo è così che deve andare.
    Qui bisogna tornare a studiare, bisogna tornare a insegnare cosìè la politica, bisogna tornare a insegnare come si fa un consigliere comunale, un sindaco, un presidente di provincia o di area vasta o di città metropolitana. Bigoan insegnare come si scrive una legge, bisogna insegnare dinuovo che una carica politica è una responsabilità vera. Se i partiti non tornano a dessere partiti, con sedi, strutture, materiali da leggere e da studiare, incontri, confronti diretti, che i senatori siano 315 o 95 non cambierà nulla. Certo cambia perché si spende meno, ma a questo punto quello che conta non sono i numeri, ma la qualità. Se cominciamo ora, forse fra una ventina d’anni qualche effetto positivo si comincerà a percepire.

    • marcoghibellino ha detto:

      si bisogna insegnare, ma prima va sfoltita la classe , diciamo che c’è da eliminare un 25 milioni di italiani, trasversali eh… e sò stato basso

  2. pensierini ha detto:

    ai miei tempi remoti si diceva: ‘ci vuole la volontà politica’. Ecco, se manca quella…

  3. nonsonosola63 ha detto:

    Non basta una legge per cambiare la mentalità delle persone e decenni di mal governo; ero indecisa sulla necessità di andare a votare fintanto che non ho sentito un politico ( non mi ricordo né il nome né lo schieramento) argomentare sulla necessità di votare si per impedire il contraddittorio di comuni, provincie e regioni ( aggiungerei comitati di cittadini) che si mettono di traverso quando bisogna mettere in atto “Le Grandi Opere” ( e prendere le sovvenzioni Europee) di ingegneria,tipo la TAV e il ponte sullo stretto.Non mi sembra che in Italia le cose non funzionino per un eccesso di rappresentanza.

  4. donna allo specchio ha detto:

    quando dico NO è NO, solo che il mio no di estrema sinistra purtroppo è in cattiva compagnia (non posso pensare che voto come Grillo e Salvini, ovvero se ci penzo mi sento male)

  5. nonsonosola63 ha detto:

    Allora andiamo a votare no …

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