Buccellato

E così il piccolo venuto dall’est ha superato anche la prova più dura: quella del buccellato.

E non un buccellato qualsiasi, nossignori.

Il buccellato fatto da nonno Burberoni in persona. 

E gli è piaciuto come a un lucchese coi fiocchi.

Ha mangiato la crosticina marrone, la mollica dolciastra, l’uvetta e perfino i piccoli semi d’anice.

Di questo passo sarà presto pronto per altre impegnative prove che testeranno il suo tasso di lucchesitá:

1) il giacchetto di camoscio e i pantaloni beige con la riga.

2) i peli sulle orecchie.

3) lo sbofonchiamento continuato e generalizzato.

4) lo snocciolamento di luoghi comuni e di ulive taggiasche.

5) riuscire a sedersi sui gradoni di pietra di via Roma. 

6) andare al carnevale di Viareggio quando i carri sono fermi perché è gratis.

7) calcolare se fare colazione al bar costa più o meno di compare tirreno e gazzetta dello sport il lunedì (che tanto al bar li tengono e li fanno leggere).

8) guardare i fuochi d’artificio di santa croce e commentare “Erin meglio velli d’orellanno”.

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Una risposta a Buccellato

  1. AD Blues ha detto:

    Ma i necci???

    —Alex

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