neanche a chandigar

Farneta. Un pomeriggio caldo di sole. Col cucciolo e con un Caro Amico passeggiamo nell’orto.

Si parla di ferie, di bimbi, di nulla e di tutto. 

A un certo punto uno sfarfallare d’ali e delle unghie sul collo. 

“Qualunque cosa sia, toglimela!”

Urlo. 

“Non è niente, mi dice lui con pazienza da filosofo. È solo un pappagallo”.

Un pappagallo.

Solo un pappagallo. 

A farneta. 

Il 16 d’agosto. 

A farneta di solito si trovano volpi, lepri, fagiani, civette, scoiattoli, ghiri.

Ma un pappagallo…

Scappato forse da qualche casa è ora ospite della voliera di un vicino gentile, che lo ha accolto con semi, acqua fresca e una pera.

E mentre tornavano verso casa, pensavo che farneta è un buon posto per crescere, per fare nuove avventure, per andare nell’orto a cercare le galline e trovare un pappagallo, che vola, fra gli ulivi e i filari, sopra la strada puntuta di ghiaia, all’ombra del cipresso e del ciliegio. 

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