sudo

odio il caldo, odio il caldo, odio il caldo.

odio sudare, puzzare, grondare, avere i capelli come una pazza, gli occhiali che scivolano sul naso e l’imbarazzante sensazione di umidiccio.

neanche in india ho sofferto così il caldo.

così mi vesto a caso, come una comare con la vestaglia, pur di uscire presto di casa, spingere il passeggino rasente i muri, cercare un filo d’ombra e un refolo di vento.

durante una di queste inutili fughe dalla canicola, ieri mi sono sentita chiamare.

eccolo lì.

l’amico perfetto.

avvocato, camicia, giacca e pantaloni, capello impeccabile, sorriso smagliante.

mi giro.

coi capelli pelosi, gli occhiali annebbiati, i pantaloni di casa e le birkenstock antisesso.

e un nano nel passeggino con tanta voglia di discorrere.

“ehi, come stai? come state?”

il mio amico, oltre che perfetto, è gentilissimo.

“bene, sì, sì, un po’ accaldati ma bene!”

rispondo mentre cerco di monitorare le ascelle e spiare come mai lui non accenna alla minima lacrima di sudore.

“beviamo qualcosa!”

propone il galante e perfetto e avvocatissimo amico.

accetto volentieri, farà bene un po’ di fresco.

il bar che scegliamo ha i tavolini fuori pieni, i tavolini dentro pieni e il poco spazio libero abbastanza pieno.

ma soprattutto abbastanza caldo.

la macchina del caffé sbuffa vapore come una locomotiva d’antan, io ordino una spuma bionda diaccia marmata (per i non toscani: non sapete cosa sia una spuma bionda, nevvero? poveri senzadio…) per me e un bicchierino di acqua gassata per il principe allegro.

l’amico perfetto ordina un macchiato caldo.

caldo.

capite?

caldo.

con la giacca e la camicia e il gel nei capelli e la borsa e le scarpe chiuse ordina un macchiato caldo.

io sudavo per me e per lui.

incapace di autocontrollo sulle ghiandole sudoripare temevo il momento nel quale mi  avrebbe porto la guancia per salutarmi.

cosa avrebbe trovato?

una trota al vapore?

una sogliola al piatto?

una medusa spiaggiata in lenta decomposizione sulla sabbia rovente?

non volevo saperlo e speravo che avrebbe baciato solo il nano e non me.

e invece ha fatto il contrario.

la guancia l’ha porta solo a me, in un gentilissimo e fresco arrivederci.

sfruttando i suoi due millimetri di barba l’ho appena sfiorato, lasciando che i peli suoi facessero da filtro ambientale per il vapore saturo di umidità mio.

per i rapporti umani l’autunno sarebbe una stagione assai più congeniale.

 

 

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3 risposte a sudo

  1. Angela ha detto:

    La spuma bionda, dolce e “diaccia” (poveri non toscani che non la conoscono), non aiuta però a sudare meno!
    PS. Vorrei ribaltare una frase che ho letto qui alcune volte: siete fortunati VOI genitori ad aver incontrato questo splendido leoncino moro…

  2. marcoghibellino ha detto:

    sempre detto io… brutta razza gli avvocati

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