Pelle d’orso

Questo non è il mio primo post che parli di una spettacolare caduta, e, temo, non sarà neanche l’ultimo.

Ho infatti ereditato da mio padre, il babbuth in persona, il gene della “caduta di bocca”: un gene dominante e spietato dal quale mio fratello è immune ma che io ho preso in pieno.

Questo gene mi impedisce un gesto tanto semplice quanto a me sconosciuto: mettere le mani avanti quando si inciampa e inoltre mi predispone a inciampare anche nei miei lunghi piedi, o nelle righe del pavimento. La combinazione di questo due fattori rende le mie cadute spettacolari e frequenti.

Potevo lasciare l’isola d’Elba fuori dall’elenco dei posti che mi hanno visto lanciarmi sul pavimento, possibilmente di un luogo pubblico, possibilmente affollato?

None.

E così, al bar “lacona” (nome originale, nevvero?) Sono inciampata sullo scalino duro duro duro, mi sono smaciullata il pollicione del piede e maolata le ginocchia.

HDC era in macchina che discorreva col figliolo per cui si è accorto dopo che in mezzo alla mischia di volenterosi aiutanti non c’era una vecchietta col bastone caduta per un soffio di vento, no, c’era quel sacco di patate della su’moglie.

Chi metteva ghiaccio sulle ginocchia, chi guardava il pollicione e diceva: “si sente bene? Non si guardi l’alluce!”

Io ci provavo a non guardare, ma tutti guardavano proprio lì e allora ho guardato.

Iboh che schifo.

sull’ “iboh che schifo” è arrivato anche HDC che mi ha rasserenato dicendomi: “riesci a muoverti?”

Porcocane, diamine!

Ho detto per ostentare sicumera.

“Andiamo, ti porto in farmacia, ringrazia tutti!”

E come una bambina di cinque anni raccattata dal babbo dopo una caduta ai giardinetti, mi sono fatta accompagnare dal farmacista.

Il farmacista di lacona è l’uomo più gentile dell’universo.

Mi ha messo seduta, ha preso un paio di forbici sterilizzate e mi ha detto: “sentirà molto male”.

Eccheccazzo.

Ho pensato.

E invece la mano, che poteva esse fero o esse piuma, stavolta è stata piuma e non ho sentito nulla.

Il farmacista ha tolto la pelle sburionata raccontandomi di quando era giovane e viveva a Cesenatico. Un grande.

“Vai, pensavo peggio, ora tenga il ditone pulito ma faccia tanti bagni in mare che le farà bene!”.

E così adesso eccomi qua, col ditone che pulsa come quello del coyote quando ci si tira una martellata, le ginocchia maolate e una targa sugli scalini del bar lacona che recita: “qui cadde per la settecentoventisettesima volta”.

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4 risposte a Pelle d’orso

  1. mimma ha detto:

    Beh, sulle cadute non scherza nemmeno il mammuth!

  2. AD Blues ha detto:

    Ma povera Lucettina!!!

    —Alex

  3. pensierini ha detto:

    e abolire i tacchi? (ma li avevi?)

  4. marcoghibellino ha detto:

    vedi, in ogni cosa c’è un lato positivo, in questo caso hai scoperto quanto è bello essere un umano invece che un cavallo;
    ” … ma faccia tanti bagni in mare che le farà bene!”.

    io invece non sapevo che i coliformi fecali facessero bene ai ditoni sdruciti

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