storia di una rosa

me l’aveva regalata il mammuth per il mio compleanno. una pianta di rosa, rossa, con piccole e ostinate roselline rosso fuoco, tutte aperte e spavalde.

una rosa di maggio, come piacciono a me.

nei giorni passati all’ospedale per cucire il principe è rimasta a casa da sola e non ha avuto l’acqua di cui aveva bisogno. quando siamo tornati era lì, sul tavolo da falegname che domina il salotto, secca e grigia, invecchiata senza essere cresciuta, avrebbe detto Jacky.

ci sono rimasta male. troppo poco tempo passato insieme, non avevo nemmeno avuto il gusto di godermi i suoi fiori, non avevo ancora deciso dove piantarla a casa di nonna, non avevo ancora guardato bene ogni foglia, ogni spina, ogni rametto, come amo fare con le piante di cui mi prendo cura, che arrivo a conoscere come il volto di un amico.

le foglie arricciate, i fiori caduti, i rami flosci.

le ho dato subito l’acqua che avanzava, con troppo ritardo, sperando nel giorno successivo.

ma il giorno successivo era ancora così, forse peggio del giorno prima, le foglie ai piedi del vaso, alcuni petali rossi caduti, i rami che piano piano si spogliavano e mostravano le secche spine da vecchia ossuta.

ho preso le forbici.

e ho pensato: “cara mia, adesso devi provarci, io farò l’unica cosa che devo”.

e ho tagliato tutto.

via tutti i fiori, via i rami, via le foglie, tagliato tutto a metà della lunghezza.

fino a che del vaso non è rimasto che un pugno di dita protese verso il cielo.

dita da vecchia strega, magre e piene di rughe.

qualche giorno dopo, da un ramo, è spuntata una fogliolina.

poi due.

poi altre.

e altre ancora.

di un verde fiero.

incarnando il senso dell’espressione “verde speranza”.

adesso la mia rosa è una giovinetta dai corti capelli arruffati, verdi e tremolanti di entusiasmo.

e ieri mattina il primo bocciolo è arrivato, nascondendo a malapena il rosso impaziente di uscire.

così è la vita, ci si ferma e si riparte, più belle e più forti di prima.

 

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5 risposte a storia di una rosa

  1. AD Blues ha detto:

    È quello che ci si aspetta da una rosa: rinascere sempre, più bella e spinosa che mai.

    —Alex

  2. foscasensi ha detto:

    Tutte le mattine spero sempre di trovare l’alert di letteredalucca nella mia posta elettronica, è diventato un appuntamento atteso e gradito. Ci tenevo a dirtelo. Complimenti per le cose che scrivi! Fosca

  3. EROS ha detto:

    invidio il tuo inguaribile ottimismo

  4. marcoghibellino ha detto:

    si, da una grande soddisfazione , un sentimento analogo l’ho provato e lo provo per la mia amata trovatella La Fatsia Japonica ( o Aralia) . Una mattina la trovai nel giardino, il cilindro di terra compressa 3 foglie e due stecchi , la rinvasai , non resisto , povera mal capita pianta relegata nel ghetto delle piante da “scala di condominio ” . Dopo 2 settimane le foglie erano 5 , la lasciai nel mio mini giardino-orto-laboratorio- giungla , un angolo della casa a proteggerla dalla tramontana, l’aggetto del tetto a coprirla da pioggia eccessiva ; e li rimase tutto l’inverno. Chi la abbandonò l’aveva sotto valutata , che diamine è una samurai! Adesso è triplicata le foglie sono verdi lucide e grandi, ha fatto i suoi fiori poco appariscenti ed i frutti come quelli dell’edera ed ho dovuto cambiare tutori due volte .

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