un angelo

volevo parlarvi del lavoro. del primo maggio e di due o tre cose che penso.

ma le ho ancora tutte ingarbugliate nel cervello, per cui ve ne parlerò nei prossimi giorni.

vi racconterò invece di un angelo sceso dal cielo.

lucca, un pomeriggio di sole, col principe in macchina a cercare parcheggio. di solito non guido spesso, e da quando è arrivato l’armeno del mio cuor ancor meno, ma eravamo lì, io e lui a cercare di trovare un posticino dove abbandonare la macchina e andarcene in santa pace a fare merenda e la cosa non si annunciava facile.

dopo alcune giravolte, manovre, ricerche infruttuose, piazzette, anfratti e vie del centro storico intasate e con i posti tutti presi, in piazza de’ servi, al terzo tentativo ne abbiamo trovato uno.

a lisca di pesce.

cosa chiedere di più dalla vita?

l’unico problema era rappresentato dalla fila di macchine di fronte, che pur non impedendo il parcheggio, lo rendeva di difficoltà leggermente superiore allo “0”, livello massimo consentito di difficoltà per lucettina.

così mi sono girata. ho guardato il bimbo e ho detto: “ora amore un pochino di pazienza, che mamma parcheggia”.

e l’ingrato ha riso.

che mamma incompresa…

mentre ero impegnata nella prima di quelle che pensava sarebbero state due, al massimo tre e invece si sarebbero rivelate ambarabadue, manovre, un vecchio su un audi si presentava per passare.

“aspetterai, vecchio…” ho sibilato.

e ho continuato a fare le manovre per entrare.

avanti un po’ storta.

tutto indietro.

bipbipbip! gridava la macchina.

di nuovo avanti, meno storta.

di nuovo indietro.

bipbipbip!

avanti moltissimo storta. di nuovo indietro.

bipbipbip!

e il vecchio si accendeva una sigaretta.

io sudavo.

il principe rideva.

feroce tamerlano che non è altro.

avanti di nuovo.

di nuovo indietro tutta con lo sterzo girato.

bipbipbip!

alla fine è arrivato.

sotto forma di passante.

due ali splendenti uscivano da dietro la giacca.

in mano una spada.

nell’altra un manuale di geometria.

ha sorriso.

mi ha chiesto: “deve entrare o deve uscire?”

e io sudata, tesa, sfinita: “entrare…”

“bene. allora guardi, venga col muso esattamente qui”. e, indicando il punto con l’indice  ci si è messo con i piedi.

e io l’ho fatto.

“bene. ora sterzi tutto”.

e l’ho fatto.

“faccia marcia indietro”.

e magicamente ci sono entrata, con tutte e quattro le ruote contemporaneamente, in un sol colpo.

tamerlano rideva come un ingrato.

siamo scesi per ringraziarlo, ma l’angelo era già volato via.

 

 

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3 risposte a un angelo

  1. tittisissa ha detto:

    Il bello dell’umanità è che ancora talvolta ti stupisce

  2. marcoghibellino ha detto:

    era una angelo- passante gentile , a lui si presentavano 2 scelte, abbattere Lucy per non farla soffrirte più, come si fa con i cavalli , o aiutarla a parcheggiare , essendo un angelo ha optato per la seconda

    • marcoghibellino ha detto:

      PS
      cara Titti: Il bello dell’umanità è che ancora talvolta ti stupisce,

      sopratutto quando pensi che si sia toccato il fondo =.= trovi sempre chi scava

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