gite scolastiche

(il post di stamani è un tentativo: sono le otto e venti, mi sono appena svegliata perché stanotte non ho dormito molto e mi sono svegliata tardi, scrivo questo post sperando di finirlo prima che il principe si svegli, se lo vedete “troncato” è perché sono dovuta andare da lui)

col principe la mia attività principale è la spingitrice di passeggino gestatorio su e giù dalle mura cittadine.

il sonnellino del mattino, quello del pomeriggio e le due passeggiate “prodromiche” mi portano ad allenarmi per la specialità olimpionica di spingitrice dalle tre alle quattro ore al giorno. sono in forma smagliante ma sono anche un po’ cotta.

ormai aprile si sta avviando verso maggio e le gite di scolaresche diventano ogni giorno più numerose.

alle già onnipresenti classi di adolescenti francesi (mai tanti come quest’anno, non so come mai) che girano per la città con gli occhiali da sole e la faccia sfavatissima, si sono aggiunti gli adolescenti italiani: urlanti, coloratissimi e in gruppo come le locuste.

appena li vedo il primo pensiero è quasi sempre un “grunf” alla dinamite bla, ma poi ci ripenso, ricordo le mie, di gite scolastiche, con la scheda telefonica da cinquemilalire in tasca al posto del cellulare, con la macchina fotografica a pellicola, al posto del cellulare, a mandare cartoline col francobollo al posto del cellulare, con la cartina in mano al posto del cellulare.

mi chiedo come siamo sopravvissuti…

quando il grunf cede il passo alla tenerezza ricordo i miei assurdi capelli, le scarpe di due colori diversi, le felpe inguardabili, le crisi perché le amiche sedevano accanto ad altre, le canzoni sul pullman (sapevatelo: ai miei tempi c’era il trottolino amoroso e dududadadà, ero asociale per un motivo), i pantaloni nuovi comprati apposta.

alla fine non eravamo molto diversi da questi qui, anche noi si vociava, si correva, si rideva, eravamo sciocchi e sciagurati.

e la primavera ci riempiva la testa e il cuore di un vento impetuoso che ancora non sapevamo domare.

(scusate, sono le otto e mezzo e si è svegliato! buona giornata a tutti!)

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Una risposta a gite scolastiche

  1. 19melograno ha detto:

    e pensa che c’è stato un tempo in cui il padre con la p maiuscola non mandava (Me) alle gite scolastiche perché forse si aveva la tentazione di approfittarne per pomiciare col ragazzo…. ergo, viva le gite

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