batacchiando il rhinovirus

il piccolo principe, peggio, poverino, della monaca di monza, ha, fra i suoi giochi, anche meravigliose cose nerdissime, fra cui, oltre alla doppia elica di DNA, suo amatissimo peluche, anche un rhinovirus, tutto colorato e con gli occhioni, dono della wondernerd paleomichi.

il rhinovirus fa quindi compagnia al piccolo nerd in erba, all’interno del nuovo super bellissimo recinto per bimbi (e gattineri) che HDC ha costruito nel suo studio.

il recinto, nato in nord italia e austria per proteggere l’accesso alle stufe di ghisa, fa invero parecchio comodo ai bimbi piccini che, non arrivando alle maniglie del box, altrimenti non avrebbero modo di alzarsi da soli.

il recinto, invece, avendo le sbarre verticali, permette non solo un sicuro appiglio a qualsiasi altezza, ma permette anche lunghi spostamenti in sicurezza (lunghi, per un bimbo alto 68 cm, naturalmente) e permette ai genitori di fare cose assurde tipo stendere i panni, aprire al postino e altre cose che prima era assolutamente impossibile fare se non col pispolo in braccio o a giro per casa brado.

e al pispolo piace, il suo piccolo regno, fatto di pupazzi, di cose che suonano (a volte anche di notte, se per caso ci passa, facendo il vago, un tale gattonero) e di luce (il recinto è sotto alla finestrona).

sa trovare, dentro il recinto, il modo di giocare da solo, spesso in modo assolutamente improprio e per questo perfetto: una scatola diventa un tamburo, una macchina diventa un martello, una formina colorata diventa una bacchetta per xilofono.

mi piace guardare come pianifica le cose da fare per arrivare a combinare quello che vuole.

mi piace vedere come trasforma il suo piccolo mondo da “perfetto” a quindi “inutile” a “imperfetto” e quindi pieno di opportunità.

ha capito che la scatola dei giochi rovesciata è un ottimo tamburo, ma suona ancor meglio se in cima ci mette lo xilofono, e ancor meglio ancora se lo xilofono lo batacchia con qualcosa.

per cui prima vuota la scatola, poi la rovescia, si fa distrarre dalle ruote (una piccola debolezza che gli concediamo), infine cerca lo xilofono e cerca di mettercelo sopra, ma è pesante e gli occorrono almeno tre o quattro tentativi.

infine cerca qualcosa per suonare.

e poi si dia il via al concerto.

il gattonero guarda perplesso e si limita ad applaudire solo i pezzi venuti veramente bene.

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2 risposte a batacchiando il rhinovirus

  1. AD Blues ha detto:

    Il gattonero è un’intenditrice!

    —Alex

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