un giro di giostra

non  ho mai amato tiziano terzani, ma su una cosa aveva ragione: la vita è fatta di giri di giostra.

la prima volta che ci monti, su una giostra, sei piccino, talmente piccino che tocca che salga anche qualcuno di grande con te, a tenerti la manina, affinchè tu non cada dal cavallo, o dalla giraffa o dall’elefante.

poi, in pochi giri sei grande, le giostre sono passate da essere attese ogni anno come la befana a cosa da ignorare, dapprima con fatica, poi con sempre maggiore sollievo.

passate le medie quando “dovevi andarci”.

passate la prima e la seconda superiore, quando ci andavi e qualche mamma di qualche amica ancora veniva dietro al gruppo e ti vergognavi anche solo di stare al mondo.

passate la terza, la quarta e la quinta, senza neanche pensarci, alle giostre.

e passati i primi anni universitari, le giostre dimenticate, nella testa gli esami da dare, i capitoli da studiare, le cose da fare, i treni da prendere.

poi, da grandi grandi, hai voglia di nuovo di giostre, per quel profumo d’infanzia passata che ancora odora di fresco.

e allora passeggi, imbarazzato, verso le giostre, senza bambini da usare come scusa, e presto ti allontani.

poi succede come ieri sera, che alla giostrina di piazza grande incontri persone dal grande sorriso e dal grande cuore, che hanno voglia di incontrarti perché leggono, su un blogghino, le avventure di un principe e della sua mamma sconclusionata, e queste persone hanno i capelli bianchi, più dei tuoi, a causa dei più numerosi giri di giostra, e hanno pure voglia di ascoltarti quando ti chiedono “che lavoro fai?” e tu parti dal punto isoelettrico delle proteine plasmatiche e ti chiedi come possano reggere la spiegazione più pallosa del mondo, ma fra loro c’è anche una tua professoressa dell’università e allora vuoi fare bella figura, vuoi farle capire che la sai, che hai studiato, che mentre studiavi la sua materia la tua giostra personale era fatta di treni e di stazioni e appunti e fotocopie e ripassare su una terrazza e scroccare sigarette e offrire caffè, e che poi la tua giostra ti ha sparato fuori, e sei rientrata e fai la persona seria, anche se tieni un blogghino dove ti chiami lucettina e combini ogni tanto qualche disastro.

insomma, grazie, grazie davvero di essere venuti a trovarci, è stato emozionante e caldo, come la giornata di sole e di vento conclusa davanti a una giostrina.

e sì, il principe ha fatto un giro.

con il suo wonder babbo.

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3 risposte a un giro di giostra

  1. AD Blues ha detto:

    Quando chiedono a me “che lavoro fai?” ed inizio a spiegarlo, di solito poi le persone scappano spaventate ;)

    —Alex

  2. Angela ha detto:

    “Però scrive bene” ha commentato il canuto anestesista!

  3. Giuseppina ha detto:

    “Però spiega benissimo il suo lavoro!” commenta la canuta professoressa (ma prof. si nasce o si diventa?! Perché pare che poi lo si rimanga per la vita…). Grazie agli amici che mi hanno portato e a quelli che ho incontrato – a dire il vero, con commozione perché a questo giro di giostra la famigliola del principe è da lode…. (leggo e rispondo a un blog per la prima volta nella mia vita)

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