radio bimbo internEscional

eccoci qui, davanti a una radiolina che manda un solo canale: il respiro tranquillo o il pianto furioso di un principe addormentato.

la sera, mettere a letto il topo sta diventando un’impresa sempre più difficile.

quando capisce che ci siamo quasi, che ci si avvicina alla nanna, al letto, al sonno, il microbimbo chiama a sé tutte le forze oscure dell’universo, tutte le creature magiche di ogni fiaba, di ogni regno incantato, di ogni ninnananna e di ogni storia della buonanotte.

e le infila, con forza, sotto le coperte del suo lettino.

per scatenarle con ululate degne di un lupo della steppa, di una motosega, di una locomotiva, di una sirena antincendio.

messo a letto alle nove e mezzo, messo a letto alle otto, alle undici, a mezzanotte, non cambia nulla.

con il potere di grayskull, di dart vader, di yattamen, di golia activ plus riesce a prodursi in acuti e pianti che spaventano i vicini, gettano noi nella disperazione e il gatto nero nella ciotola dei croccantini.

davanti al pianto scatenato ci sono due possibilità:

la mamma lo prende il braccio: il pianto aumenta a dismisura. nonostante sia la mamma più potente nell’addormentarlo, non riesce a farlo smettere di piangere se è preso da queste urla disumale.

il babbo lo prende il braccio: dopo poco si calma, il babbo lo fa giocare, lo “riporta alla realtà” lo riesce a placare in qualche modo.

e dopo, che fare?

magari sono ancora le nove e mezzo, ha dormito dieci minuti e poi ha urlato come uno spazzacamino e manca ancora un’ora e mezzo al “latte della buonanotte”: un pitale di latte tiepido che farebbe addormentare un toro.

tornare in sala a giocare?

babbo sarebbe per questa ipotesi, mamma un po’ meno.

tentare il riaddormentamento?

mamma propenderebbe più per questa, ma se dopo cinque minuti si sveglia e riurla come un pazzo poi viene l’esaurimento nervoso (per primo a lui, poveretto).

il babbo lo ficca dentro il marsupio e inizia a camminare per la casa, col risultato di farlo addormentare magari dieci alle undici.

abbiamo letto libri, saggi, riviste specializzate, pareri di fini psicologi e del pediatra.

e la frase che ci ripetono tutti è una sola:

passerà.

sarà meglio.

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7 risposte a radio bimbo internEscional

  1. Gianc. ha detto:

    Passera’ Passera’! Tranquilli. (il mio lato ottimista)
    Vale pur sempre il detto di Keynes: “Nel lungo periodo saremo tutti morti” (Il mio lato realista)

    A volte un cicinin di melatonina aiuta.

  2. laperfezionestanca ha detto:

    Quando lo prendi in braccio devi avvolgerlo molto nelle braccia e stringerlo contro il corpo. Devi comprimere il sistema parasimpatico. Si rilasserà. Sta solo scaricando l’angoscia. Cerca macchina degli abbracci.

  3. marcoghibellino ha detto:

    ^___^

    auto citazione : da giorno 3: il gagà
    Pubblicato il novembre 28, 2015

    marcoghibellino ha detto:
    novembre 28, 2015 alle 4:57 pm

    Ninnenanne:

    Il brano seguente è una ninna nanna che nell’antichità,gli anziani di alcune regioni del medio-oriente cantavano ai bambini,avendo cura di riporre sotto il cuscino un pane di hashish fresco*.

    Sonno
    tu che porti via i bambini
    portami via anche questo
    Te l’ho consegnato piccolo piccolo
    riportamenlo grande
    grande come una montagna
    slanciato come un cipresso
    che domini da est a ovest.

    Il brano varia e prosegue con i seguenti versi:

    Col potere delle cose posso avere la tua vita controllata e si chiama libertà
    l’esperienza quotidiana del terrore ti lascia soltanto me
    se tu guardi nel passato troverai tutto quanto stabilito e si chiama verità
    senza storia nè memoria lascia che io scriva i passi tuoi
    vivi in pace la tua vita non pensare e sogna felicità

    * cominciamo ad abituarli bene da subito che diamine

  4. Anna ha detto:

    Noi cantavamo La Locomotiva di Guccini…°—° alla lunga cedeva

  5. biba ha detto:

    Un giro in macchina? Generalmente si addormentano anche i più restii, o forse è ormai troppo grande per questo trucco?

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