primo latte di vacca

a merenda.

per provare l’effetto che fa.

gli è piaciuto.

è così diverso da quello col quale sono cresciuta io.

caldo di puppora di vacca, bevuto di nascosto nel viaggio fra casa di santina e casa mia, sulle scale di cotto che girano sotto a una ringhiera presidiata da un gatto al sole.

santina me lo dava così, con un misurino da mezzo litro per volta e mia madre lo bolliva per colazione.

a me toccava il viaggio andata e ritorno col pentolo, prima vuoto e poi pieno.

e così ne assaggiavo sempre un pochino, prima di arrivare.

non si deve fare.

il latte di vacca va prima bollito.

lo so. lo sapevo.

ma un goccino… non sapevo resistere.

mio nonno mi vide, una volta, rise di quella bimba golosa e mantenne il segreto.

il suo latte è stato comprato alla coppe, saggiamente bollito da qualcuno prima di me, imbottigliato, etichettato, controllato.

ma profuma lo stesso di bimbo.

profuma di giorni d’estate in vacanza da scuola.

la stalla era buia e fresca, a entrarci d’estate sembrava lo stesso fresco dell’entrare in chiesa, quando il freddo del pavimento di scacchi di marmo bianco e nero saliva fino ai calcagni.

gigi era lì, col cecciolo di legno, seduto davanti al petto gigante di occhialona e dalle sue mani schizzava nel secchio il latte più buono del mondo.

di sera si camminava fino a popolo, la corte dopo la nostra, per portare il latte al punto di raccolta della centrale, e a tornare indietro avevo anche un po’ paura.

ma era bello lo stesso. la strada di sassi sotto i piedi, le stelle, l’alito fresco del bosco sopra l’uliveto.

mentre finiva il biberon pensavo a tutte queste cose, mi pare passato un giorno, sono ancora un pochino lì, con le ginocchia sporche e i capelli tenuti insieme a malapena da una passata sgangherata.

 

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4 risposte a primo latte di vacca

  1. Simona ha detto:

    Mi hai fatto ricordare di quanto invidiassi Heidi da piccola, proprio per quello che tu facevi veramente!
    Racconta le tue avventure al Piccolo Principe, sarà estasiato e rapito, sentendosi super fortunato ad avere una mamma così meravigliosa.

  2. pensierini ha detto:

    quante cose avrai (hai) da raccontargli :-)

  3. paleomiki ha detto:

    auguri di persistenza della lattasi! (questo augurio lo potevo fare solo a te <3 )

  4. laperfezionestanca ha detto:

    Oh, il latte appena munto. Quando ero piccina, fino ai 7 anni, tutti gli anni venivo deportata ad agosto a Feltre, sulle Dolomiti, in vacanza per un mese. Abitavamo in una fattoria enorme, che affittava alcune stanze e che aveva una grande vaccheria. Mungevano una quantità di latte spaventosa. E siccome ero magrolina magrolina ogni maledetta mattina che il cielo mandava in terra venivo messa su un tavolo insieme ad un secchio pieno di latte appena munto. Con un cucchiaio in mano mi ingiungevano di raccattare la panna che affiorava sopra il latte. E la dovevo mangiare. Buargh, bleah! Un orrore infinito ogni mattina. Ma il latte invece era buono. Prima che lo bollissero. Quando veniva bollito mi faceva vomitare anche quello.
    Bei giorni per certi versi, bei giorni.

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