lo zen e il bUrattolo della nutella

un otto marzo così brutto e noioso fatico a ricordarlo.

il principe addormentato, il marito al computer, ho trovato in cucina il bUrattolo quasivuoto della nutella.

un burattolo quasivuoto di nutella è meglio di un sudoku, delle parole crociate, di un puzzle con sopra un castello della loira.

è una sfida, una magia, una cosa lenta da affrontare con calma e determinazione, rappresenta un obiettivo e insieme il percorso per arrivarci, si tende a una fine che non si desidera, si brama di arrivare in fondo e quando succede è un micro lutto da affrontare.

al bUrattolo semivuoto occorre approcciarsi con un utensile adeguato.

diverse sono le teorie su quale sia, tale utensile.

se un cucchiaio, se un cucchiaino o un coltello.

essendo la forchetta esclusa per buon senso.

il cucchiaio e, ancor di più il cucchiaino, riescono ad asportare quantità maggiori durante la prima passata, quella dell’abbondanza, ma rimangono meno efficaci quando, alle passate successive, occorre arrivare in anfratti più piccoli, e lì è il coltello a guadagnare terreno.

il cucchiaino poi non ha alcuna speranza di successo per i bUrattoli troppo grandi, non riuscendo ad arrivare sul fondo causa cortezza di mezzi.

ho quindi votato per il coltello, e bramosa mi sono avviata sul divano, posto ideale per la grattatura del bUrattolo.

per grattare un bUrattolo quasivuoto di nutella è necessario dotarsi di metodo: prima occorre fare l’accurata pulizia delle pareti, partendo in senso rotatorio. dopo la prima grattata, si deve insistere sempre sulle pareti (il fondo deve restare per ultimo, in modo che lo sguardo abbia per il maggior tempo possibile l’illusione che ci sia ancora tanta nutella da grattare). per insistere sulle pareti occorre passare il coltello in senso perpendicolare alle passate di prima, quindi su e giù, fino ad ottenere sulla punta della lama dei piccolissimi grumi di cioccolata, da raccattare con attenzione.

le pareti offrono anche anfratti interessanti, come il sottotappo, il punto maledetto dove il cerchio filettato diventa a forma di barilotto di nutella, dove neanche il coltello può arrivare, a causa della sua rigidezza e allora lì c’è poco da fare: l’indice sostituisca il coltello senza remora alcuna.

il fondo è l’ultimo posto da sarchiare.

va affrontato con matematica precisione: righe parallele “nord-sud” seguite da altrettante “est-ovest”, quindi righe diagonali e infine diagonali opposte.

dopo aver grattato anche il fondo saggiate il vostro umore: se è ancora nero urge uscire di casa.

sì.

anche se piove.

 

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8 risposte a lo zen e il bUrattolo della nutella

  1. mimma ha detto:

    La trogolezza ha colpito ancora!

  2. Anna ha detto:

    anche io procedo con il dito indice…anche il medio se necessita ;-)

  3. donna allo specchio ha detto:

    slurp!! che invidia!! io non posso!! sono a dieta!!

  4. luca ha detto:

    ahaha mi hai ricordato il Cortazar di “Istruzioni per salire le scale”…
    comunque contro la nutella più ostinata quoto il dito :)

  5. marcoghibellino ha detto:

    “il cucchiaino poi non ha alcuna speranza di successo per i bUrattoli troppo grandi, non riuscendo ad arrivare sul fondo causa cortezza di mezzi.”

    U.U
    io facendo lo scultore con rottami metallici ho un saldatore, ^__^ ho saldato il manico di una forchetta a quello di un cucchiaino…. alè prolunga!

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