la ggente

der spiegell’ho trovato sulla home facebook di un’amica, era la mia vicina di casa a dresda ma è di monaco, dove è tornata a vivere da tempo.

è il link a un servizio dello Spiegel, che rimanda alla cronaca di una nottata nella quale circa un centinaio di manifestanti hanno bloccato un autobus di richiedenti asilo scandendo lo slogan “wir sind das Volk”, famoso per essere stato usato ai tempi delle manifestazioni in DDR nel 1989.

quello che mi ha colpito è il sottotitolo che vedete nella figura: “Ihr seid nicht das Volk, ihr seid der Hass”: “voi non siete la gente, voi siete l’odio”.

mi ha colpito perché in italia non siamo più abituati a criticare “la ggente”.

per colpa anche di un giornalismo servile e schiavo delle vendite, dei click, del bisogno di piacere sempre e a tutti, la nostra stampa è colpevolmente indulgente verso “la ggente”.

immaginate un titolo del  genere su repubblica.

come commento a una manifestazione di leghisti contro i rom.

lo ritenete possibile?

da tempo la “classe intellettuale” italiana, se mai ce ne sia rimasta una, ha rinunciato al ruolo di educatore, di formatore, di creatore di una coscienza critica, per andare invece dietro al bulletto di paese, che sia un presidente del consiglio o un arruffapopolo leghista poco importa.

l’importante è piacere alla ggente.

e la ggente, signora mia, è sempre peggio.

certo, mi mette una grande tristezza che ci sia in sassonia, una regione che amo, gente che fa una cosa del genere.

diciamo pure le cose come stanno: fa schifo che ci sia, non importa dove nel mondo, gente che blocca un autobus di rifugiati terrorizzati.

ma mi fa ben sperare per la democrazia che un giornale, nel dare la notizia usi le parole giuste.

e la parola giusta è odio.

un bel corso di “parole giuste” ci vorrebbe anche da noi.

no, non è democrazia tollerare chi invoca forni crematori, chi offende gli stranieri, gli omosessuali, le donne, gli appartenenti a un’altra religione.

no.

non sono opinioni da rispettare, quelle cariche d’odio che incitano alla violenza e alla sopraffazione altrui.

esiste ancora un’etica, esistono ancora cose che non si possono né devono dire.

sono tutte quelle che ledono la dignità, la libertà e l’integrità altrui.

 

 

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6 risposte a la ggente

  1. AD Blues ha detto:

    Beh Lucia, hai già detto tutto tu: in Italia non ci sono più persone intellettuali.
    Al massimo c’è qualche “pensatore” formato all’Università di Google oppure al college del Drive-in
    Siamo sempre stati un popolo superficiale, che guardava il dito invece che la luna, ora siamo pure peggio.
    Siamo messi male

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    hai proprio ragione

  3. Isa ha detto:

    Bella prova del giornale. Io credo che tutto si possa dire, purché ci se ne assumano la responsabilità e conseguenze, tipo essere messi sul giornale commentati così. Mi piacerebbe sapere il tedesco per leggere come il titolo è stato sviluppato dal giornalista. Silenziare non lo trovo ammissibile, manifestare il proprio esercizio di pensiero critico, esserne un esempio, quello sì, penso sia un’opportunità e al tempo stesso un dovere se si pensa “di mestiere”. I mass media professionali in Italia in effetti sembrano oscillare tra blandire un potere politico a scelta e la “pancia” di una fetta di pubblico, è veramente un problema.

  4. tittisissa ha detto:

    Hai riassunto benissimo quello che penso anch’io

  5. marcoghibellino ha detto:

    i fascisti/razzisti tedeschi mi preoccupano, meno dei nostri ovviamente, ma sopratutto mi preoccupano i fascisti/razzisti tedeschi della bundesbank . Dopo il ’45 in Germania la democrazia è cresciuta di pari passo con il crescere del benessere, però basta una crisi anche piccola e i vecchi vezzi teutonici riemergono alla grande ( vedi PEGIDA) , il fatto è che alcuni di noi italiani sono inguaribilmente esterofili , sono così carini i crucchi, puliti ordinati educati… si si.. anche le camere a gas erano pulitissime

    • marcoghibellino ha detto:

      PS in Italia giornalisti liberi esistono ma sono relegati nei ghetti de Il Fatto, il Manifesto alcuni blog e , borderline, a volte, molto a volte in repubblica e il messaggero. Quanto all’italico amore per la più bieca ignoranza non posso che concordare, direi che non è un problema ma una caratteristica raziale; menti aperte si lamentano di questo da millenni.

      ricordate ?

      Non vogliate negar l’esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza

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