rose rosse per meeeeeeeeeee

non ho resistito.

erano lì, superstiti di san valentino, nei secchielli pieni d’acqua delle rose non scelte, il 15 febbraio, il giorno dopo, quelle non donate, quelle non comprate, con il cartello d’infamia sulla testa: “rose: sconto del 50% alla cassa”.

ne ho scelto un mazzo enorme, con un nastro orribile ricamato di cuori bianchi, che ho tolto appena arrivata a casa.

un mazzo gigante di rose rosse, roba da diabolici amanti, roba da aggiungere un biglietto d’amore autoscritto, onanista del romanticismo che non sono altro.

sono riuscita ad andare alla ‘oppe, grazie ai provvidenziali nonnisitter, che sono passati a giocare col principe permettendomi di tenere i miei bacilli lontani da lui.

le rose sono state la prima cosa che ho poggiato nel carrello. con delicatezza e attenzione, al sicuro, in modo che i pomodori in scatola, il parmigiano, il caffé, il latte e tutto il resto non le schiacciassero senza pietà.

perché non di solo pane vive l’uomo.

vive anche di rose, e di vino, e di libri, e di tutta una serie di pause che ci si possono concedere dentro a una ‘oppe.

mi piace, quando ho tempo, guardare le caffettiere, ad esempio.

senza motivo.

mi piace cercare qualcosa di strano che non uso mai, solo per il gusto di ammattire a cercarlo e di far ammattire i pazienti commessi.

“scusi, sa mica dove si trova il latte concentrato?”

“è per bambini?”

“solo per quelli molto golosi!”

il ragazzo non lo sa, cosa sia, il latte concentrato.

trovo la cosa divertente.

“provi dove c’è il latte normale…”

“pensavo più facilmente dove c’è il caffè, o il té, e le marmellate, che ne dice?”

“uh… forse ha ragione!”

scappo via, prima che un sorriso cretino riveli il mio sciocco sadismo.

lo compro comunque il latte condensato, ormai l’ho cercato e trovato, non posso lasciarlo lì.

un altro articolo che stuzzica la mia curiosità imbecille sono le pantofole.

quanto saranno brutte le pantofole dei supermercati?

le guardo e immagino calcagni di vecchie zie velati di gambaletti fumé, mi ricordano pavimenti anni settanta, freddi e lavati con attenzione ogni giorno, di case popolari e semplici, lucidatrici e odore di varichina, e divani con centrini appoggiati sulla spalliera per nascondere la stoffa logora.

alla fine mi rendo conto che sto facendo tardi, a forza di bighellonare senza costrutto, e mi avvio verso la cassa.

nel carrello tutto quello che era nella mia lista.

e un mazzo di rose rosse.

 

 

 

 

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2 risposte a rose rosse per meeeeeeeeeee

  1. AD Blues ha detto:

    Che cattiva! Fare ammattire in quel modo i poveri commessi della ‘oppe!

    :)

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    ” onanista del romanticismo che non sono altro.”

    male HDC molto male far venire a Lucy * crisi di astinenza da romanticismo ; un giorno racconterò come per due mesi ho finto di essere un ammiratore segreto di mia moglie ^__^ rose regalini messaggi ammirati tutto anonimo .
    mi ha lasciato comunque ma quella è un altra storia.

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