aria pulita

fra i piaceri della vita c’è quello che riguarda il giorno dopo una grande sfebbrata.

fin da quando ero piccola mi piaceva, dopo una nottata passata a sudare, il rito “del giorno dopo”: cambio di pigiama, cambio di lenzuola, apertura di finestra a far entrare aria pulita.

era un passaggio ufficiale dalla malattia alla convalescenza, dopo quello veniva il togliersi il pigiama e mettersi abiti da casa, poi uscire sull’ “ora calda” e infine tornare a scuola, con la sbornia dei giorni passati lontano dai compagni che avevano vissuto senza di te.

stamani ho cambiato il pigiama, cambiato le lenzuola e aperto le finestre mentre stavo in altre stanze.

il vento forte ha permesso un ricambio in pochi minuti, e rientrare in camera con un letto nuovo, aria nuova e un nuovo pigiama mi ha decisamente messo di buon umore.

auguro la stessa cosa al mio paese.

ho visto una brutta piazza ieri sera ai telegiornali.

non esistono giri di parole.

gente che scende in piazza per negare diritti di altra gente.

gente che usa la religione (religione che usa e che si fa usare) come una clava da battere in testa agli altri.

gente che parla dei “nostri figli” e delle “nostre famiglie”.

ma non parla a nome mio.

gente che ha paura, gente che non conosce e che invece di conoscere preferisce discriminare.

ho visto al telegiornale che uno degli organizzatori ha adottato sette bambini.

immagino che li abbiano messi al mondo degli eterosessuali.

io spero solo che presto si apra questa benedetta finestra, che cali la febbre, che passi la notte e che aria fresca e pulita spazzi via questi meschini pensieri.

questo affermarsi negando gli altri, questo proteggersi aggredendo il prossimo.

per quale arcano motivo i diritti degli altri dovrebbero minare i miei?

chi lo pensa me lo vuole spiegare?

o anche chi lo dice in realtà sa che sta dicendo una bugia?

o sciocchi o in malafede.

non vedo altre alternative.

aprite la finestra.

lasciate entrare l’aria.

che qui non si respira.

 

 

 

 

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9 risposte a aria pulita

  1. AD Blues ha detto:

    Malafede. Io voto per quella.

    Contento che tu stia meglio!

    Un abbraccio :)

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Hai ragione, si respira una pessima aria. Pesante. Inquinata. Tossica. Secondo me, sono sopratttto spaventati, ecco cosa. Che qualcuno gli mini le loro meschine certezze, invada il loro orticello con qualche idea nuova. Invece il papa, che vede lungo, non è intervenuto più di tanto, anche se l’hanno tirato per la giacca, qualcuno dice perché capisce che in questo modo si sdoganano tutti gli integralismi possibili, religiosi e non. Quei tonti che sono scesi a manifestare non hanno capito neppure questo, che fanno il gioco dei talebani. Chiedo scusa, a nome dei miei correligionari, chiedo umilmente perdono. :-(

    • letteredalucca ha detto:

      Non sono molto d’accordo sul papa… mi pare che dopo un po’di fuffa abbia invece adesso preso una posizione piuttosto chiara, non diversa da quella che aveva già preso in Argentina…

      • pensierini ha detto:

        Beh, dalla sua posizione, ex cathedra, non poteva certo approvare pubblicamente le adozioni da parte di single o di coppie omosessuali, per una rivoluzione del genere occorrerà aspettare qualche secolo. C’è l’ho invece molto con i laici battezzati, cristiani adulti (quelli come me), perché non sono (non siamo) stati capaci – come sempre – di fare sentire alta e forte la loro (nostra) voce. Conigli.

      • letteredalucca ha detto:

        Non ha mai parlato “ex cathedra”… e ha definito quella degli omosessuali una condizione di “errore”. Guarda caso proprio a ridosso delle due manifestazioni… no, io sono fra quelli che non credono che questo papa sia diverso dal suo predecessore, credo solo sia più furbo. Il Matteo Renzi della chiesa.

      • pensierini ha detto:

        Sono assolutamente d’accordo! È un vecchio volpone, altroché, prima ho scritto che vede lontano, non ho scritto che è ispirato da nobili principi e da sentimenti di fraternità. Ben diverso.

  3. letteredalucca ha detto:

    (Non chiedere “perdono”, che c’entri tu?)

    • pensierini ha detto:

      C’entro, perché anch’io mi limito a mugugnare, non riesco a manifestare il mio dissenso, il mio punto di vista al di fuori della mia ristrettissima cerchia. Statisticamente irrilevante e perciò completamente inutile. Non ne parlo neppure in classe coi miei studenti, per evitare malintesi, fraintendimenti e casini assortiti, con famiglie e dirigente. Shame on me. :-(

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