dal barbiere

alla fine ci ho provato. L’ho messo nel marsupio, abbiamo sceso le scale di casa, sfidato la pioggerellina fastidiosa con un ombrello colorato molto apprezzato, e ci siamo andati.

non andavo da un barbiere da quando accompagnavo mio padre e mio fratello da bambina.

lì avevo scoperto molte cose.

la più importante era che c’erano giornali con donne nude dentro.

la cosa mi parve strana. me ne ricordo uno verdolino, non so se era davvero così, non potrei giurare che esistesse veramente un giornale da barbieri verdolino con le donne nude, credo di averlo visto solo lì, mentre mio padre si tagliava i capelli e mio fratello protestava inutilmente.

insomma ci sono andata.

un negozio di barbiere normale, non un coiffeur pour hommes, un barbiere barbiere.

se fosse stato un bar avrebbe avuto la segatura in terra.

se fosse stato un ristorante avrebbe avuto il bancone di formica col vetro per vedere i dolci.

ma siccome era un barbiere c’erano specchi disadorni, sedie dove aspettare, e molti, moltissimi vecchi.

vecchi coi peli nelle orecchie e senza capelli in testa, comunque con qualcosa da scorciare.

vecchi col giacchetto di camoscio, i pantaloni con la riga e i mocassini.

vecchi regolamentari insomma.

uomini, vecchi.

che mi hanno squadrato come un’intrusa.

e io ho resistito alla voglia di mostrare il pupo nel marsupio e urlare: “è maschio! È il lasciapassare! Sono autorizzata a entrare qui!”

non l’ho fatto ma mi sono fatta coraggio e ho slalomato raggiungendo una mia consimile.

LA barbiera.

ebbene sì, nel negozio di barbiere sotto casa c’è un barbiere maschio e una barbiera femmina.

speravo di trovare in lei un pochino di solidarierà.

mi sbagliavo, giustamente.

l’ha visto e ha sentenziato: “l’hai fatto tu, vero?”

“eh… sì, ma sono pentita…”

“pentirsi non basta, da grande glielo racconterò e ti taglierà i capelli di notte”

“si può rimediare?”

“certo, fra un paio di settimane…”

me ne sono andata con la coda fra le gambe, ma sulla porta, due orecchie pelose con un vecchio nel mezzo mi hanno sussurrato: “non ti preoccupare, ci siamo passati tutti!”

 

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7 risposte a dal barbiere

  1. AD Blues ha detto:

    Risate di prima mattina, mi ci volevano proprio oggi!

    Un abbraccio strasburghese

    —Alex

  2. biba ha detto:

    due orecchie pelose con un vecchio nel mezzo: mio papà (96 anni e sette mesi). Comunque è proprio vero, ci siamo passati tutti…

  3. marcoghibellino ha detto:

    splendido ^__^ sembra la bottega del mio barbiere Figaro* (giuro che il soprannome è vero ) un anziano barbiere che tiene aperto perchè se no si annoia ; ormai il (chiamiamolo così ) salone sembra una cantina , pieno di cianfusaglie ricordi erbe dell’orto appese a seccare , vecchietti ( haem… ragazzotte rumene che arrotondano rendendo ogni tanto felici i vecchietti)

    segue gallery fotografica perchè Figaro è un personaggio

    http://www.arezzonotizie.it/rubriche/lincredibile-bottega-di-figaro-ad-arezzo/

  4. marcoghibellino ha detto:

    PS
    l’ultima volta ho chiesto:
    _ Figaro mi fai anche la barba ?
    ..gli sono brillati gli occhi e ha detto: _ ormai nun se la fa fare più nessuno!

    dopo:
    figaro quant’è?

    barba e capelli 10€

  5. pensierini ha detto:

    Ma cosa gli hai fatto, al principe? :-D

  6. Valeria ha detto:

    :-D fantastico… mi hai fatto ridere tanto e… commuovere!!! Mio nonno era un barbiere del suo tempo: il seggiolino per i bambini era un cavallino, la porta del ripostiglio una foto gigante in bianco e nero del Viale dei Tigli, lui aveva sempre il camice bianco e grandi baffi curati, le riviste da leggere erano i fumetti de “Il Monello” e, soprattutto, la barberia era un luogo di incontro e di scambio sui massimi sistemi (e sulla Juve) insostituibile. AMARCORD.

  7. Anna ha detto:

    L’ultimo barbiere con il seggiolino a cavallino vicino casa mia ha chiuso 10 anni fa… che tristezza :-(

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