Verranno a chiederti del nostro amore

Sottotitolo: svegliati Lucca!

Sabato prossimo, alle 15:30, sarò anche io in piazza san michele, insieme alle associazioni gay e lesbiche, insieme ai cittadini che chiedono diritti per tutti, libertà, fratellanza e uguaglianza.

Ci sarò col mio bimbo “contro natura”, col bimbo amato, voluto, desiderato e rincorso fino all’altro capo del mondo, al mondo messo da altre persone affinché ci potessimo incontrare e amare, per sempre, come nelle favole più belle.

Sarò con lui pensando a tutti coloro ai quali una società sciocca quanto bigotta nega, negando i diritti più elementari, l’amore, nelle molteplici sue forme: quella di un compagno di vita o di un figlio.

Perché non capisco, e mai lo capirò, perché a me sì e a qualcun altro no, perché io posso e D. non può, perché mio marito può e F. invece no.

La Natura, il Buon Dio, il Destino aveva scelto per noi una strada senza figli. E noi abbiamo pensato che né della Natura, né di Dio, né del Destino dovevamo curarci, ma solo di trovarlo, quel benedetto bambino, e di portarlo a casa, nel suo lettino, dove fare le bizze apocalittiche prima di dormire, dove svegliarsi ridendo, dove stringere Norso a sé ogni volta che un piccolo dolore gli accarezzi il cuore.

Io ho avuto la mia fetta di felicità.

Ho incontrato un uomo speciale e l’ho sposato.

Adesso abbiamo un bimbo da far crescere.

Perché io sì e altri no?

Quale paese pensa davvero che i diritti di qualcuno tolgano fondamenta a qualcun altro?

Come può essere un pericolo per la famiglia tradizionale (ammesso che esista, una famiglia tradizionale) una famiglia composta da due babbi o da due mamme?

A volte mi diverto a immaginare le cose al contrario.

A pensare che cosa proverei, se in una società di omosessuali mi venisse detto che non posso adottare un bambino perché sono etero, e che la mia felicità mette in pericolo la felicità altrui solo perché propone un modello alternativo e ugualmente valido.

Chi si sente minacciato dalle famiglie degli altri guardi al proprio salotto, alle proprie miserie, alle proprie meschine abitudini.

Lì troverà la minaccia più grande alla propria serenità.

Non nell’amore degli altri, ma nel livore delle proprie bianchissime mura domestiche.

Amate, una buona volta e lasciate in pace chi ama.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Verranno a chiederti del nostro amore

  1. AD Blues ha detto:

    Si chiama paura.
    La paura di scoprirsi meno “bravi” di quello che si crede di essere, la paura di rendersi conto dei propri difetti una volta messi a confronto con gli altri.
    Se a questo aggiungiamo l’egoismo, la dolce sensazione di sentirsi privilegiati, unici depositari di un piccolo tesoro, ecco che abbiamo come risultato questi nuovi nazi-talebani.

    Poi diciamocela tutta, credo che il sentimento comune della maggior parte degli italiani non sia quello rappresentato da questo manipolo di politici paladini della “famiglia tradizionale” o dalle “sentinelle”…

    La società civile è molto più avanti di come la rappresentano e come vorrebbero farci credere loro assieme ai bagnasco vari ed assortiti.

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Bravissima!!!! Sai quel tale, quel tizio di duemila anni fa a cui pretendono di ispirasi? Lui li chiamava ‘sepolcri imbiancati’, candidi fuori e pieni di marciume dentro (‘Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.’ Mt 23:27)

  3. silvia ha detto:

    Condivido ogni parola. Brava!

  4. Simona ha detto:

    Come sempre, d’altra parte è per questo che ci siamo conosciute sul tuo blogghino, riesci ad esprimere i miei sentimenti in modo perfetto.

  5. marcoghibellino ha detto:

    rispondendo ad AD:
    hai perfettamente ragione, c’è poi un livello più occulto , quello in cui si è ben consci che “proibire” è un modo per esercitare – ottenere – mantenere il potere , cosa si proibisce è estremamente relativo.
    Chi “proibisce” esercita un potere e contemporaneamente difende il fatto di esercitarlo.
    Ovviamente chi proibisce ha necessità di una claque , dei talebani , degli “uccisori di Ipazia”.
    Caratteristica del talebano tipo è (sarò quasi uno pseudo – Lombroso)
    1. bassa e/o mal recepita cultura
    2. fatica ad usare la propria testa
    3. (ergo) ricerca di una visione del ” mondo” in bianco e nero
    4. tendenza a seguire Caio perchè potente – intelligente – etc etc (vedi santificazione di quella merda di Steve Jobs) senza analizzare a fondo il messaggio di Caio o ancor più grave le sue azioni .
    A volte è sufficiente URLARE la proibizione o l’anatema contro i peccatori – corrotti – colpevoli , reali o presunti e non fare poi una beneamata mazza , per ottenere potere .

    Non ditemi che vi vengono in mente una caterva di nomi ? 0.0

    • marcoghibellino ha detto:

      vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: “Vieni”. Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un …
      vessillo su cui era scritto MA SARANNO CAZZI NOSTRI !

    • AD Blues ha detto:

      Non sempre il seguace talebano ha quelle caratteristiche; spesso è intelligente, freddo, calcolatore e sostiene chi ha il potere (o sembra averlo, o è in procinto di conquistarlo) solo per convenienza e parteciparne i benefici.
      Buona parte di quelli che professano a gran voce la “difesa dei valori cristiani” (almeno quelli in vista, non saprei dire dei bischeri in piedi nelle piazze) non ne mettono in pratica neppure uno (ad iniziare da Adinolfi per proseguire con Bagnasco, Casini ed il resto dell’alfabeto) ma gli fa comodo apparire così, fossero nati a Cuba sarebbero più castristi di Fidel e se fossero nati nella Germania del terzo reich sarebbero più nazisti di baffino.

      —Alex

  6. marcoghibellino ha detto:

    quelli intelligenti non sono certo la massa dei talebani, diciamo dai medi gradi in su, una condizione fondamentale per essere talebani è essere disposti a Credere Obbedire Combattere ergo, essere idioti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...