diventare madre

madri non credo che si nasca, e non lo si diventa in un giorno.

non so se chi abbia partorito il proprio figlio abbia una genesi diversa, non so se dalle doglie e da una pancia, dalle viscere, qualcosa di diverso e di più “animalesco” e come tale naturale e istintivo salga al cervello, mi sarebbe piaciuto saperlo, ma non lo so.

io sto diventando madre col passare dei giorni.

amo mio figlio, con tutto il cuore, ma essere madre non si accontenta del solo amare.

essere madre vuol dire farlo capire a lui, che sei sua madre, oltre che capirlo tu.

per questo essere madre diventa come lo studio di un difficilissimo strumento, fatto ogni giorno di esercizi sempre più complessi.

mi rende madre cambiargli il pannolino?

dargli da mangiare?

farlo giocare?

sorridergli?

raccontargli per ore la storia di pu’ettino sopra al fichino?

stanotte ho capito una cosa.

essere madre è sicuramente far capire a tuo figlio che ci sei.

che sei lì, con lui, che non andrai via, che si può addormentare e tu sarai di nuovo lì l’indomani.

che non deve montare la guardia alla sua felicità, che può riposare, che è a casa, al suo posto, nel suo letto.

che si può arrendere al sonno tenendoti la mano, sentendo un tuo bacio, una tua carezza, una tua storia, una tua stonatissima canzone.

quando lui l’avrà definitivamente compreso, ecco, allora sarò sua madre.

 

 

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17 risposte a diventare madre

  1. giorgiorgio ha detto:

    Si, è così…e non c’è pancia che aiuti in questo, ma solo il cuore

  2. AD Blues ha detto:

    Beh, non sono padre (tantomeno madre!) ma credo tu abbia pienamente ragione; tanto più che ci sono “brillanti” esempi di donne che hanno portato il figlio in pancia e poi si sono dimostrate pessime madri in svariati modi.

    Un abbraccione

    —Alex

  3. Francesca Merlini ha detto:

    Essere mamme “di pancia” aiuta solo all’inizio: il pupo già conosce la tua voce, il tuo odore e istintivamente già si fida di te. Poi però c’è da dimostrargli di meritare davvero questa fiducia e non è così facile…non c’è una scuola per mamme, perchè per farlo non bisogna seguire le regole, ma solo il cuore.

  4. pensierini ha detto:

    All’inizio, appena nato, più che amore provi tanto spavento, paura di non farcela con quell’esserino misterioso, terrore dell’ignoto, che la tua vita sia andata all’aria per sempre. Non credere al Mulino Bianco e simili, l’istinto materno è una bella balla. L’affezione e l’attaccamento si sviluppano con l’accudimento. Reciproco. Però, una volta sviluppati, non te ne liberi più, neppure dopo quasi trent’anni… ;-)

  5. Simona ha detto:

    è dolcissimo, e mi hai commossa. Il piccolo Principe è davvero fortunato ad averti come madre…vedrai che vi addomesticherete come mai non ti è capitato con nessuno, ne sono certa!

  6. Roberta ha detto:

    Una bellissima definizione per noi mamme adottive. Penso che te la ruberò, anzi, te l’ho già rubata (non temere, mai senza citazione)!

  7. giovanni ha detto:

    SE LA MAGGIORANZA LA PENSASSE COME TE…IL MONDO SAREBBE MIGLIORE…..

  8. marcoghibellino ha detto:

    probabilmente essere mamma non è facile , dico probabilmente perchè ho un lieve problema biologico che mi impedirà di esserlo, si, faccio outing, io sono maschio.
    I primi tempi della neo mamma saranno difficili, ma tranquille, poi peggiora.
    Intanto ci sono due scogli da superare :
    1. essere mamma restando donna , pare facile eh?
    2.essere mamma e sapere quando smettere , e non è come diceva il Siringa: io smetto quando voglio

  9. marcoghibellino ha detto:

    differenze etnico/culturali :

    Mamma italica o ebraica o più generalmente mediterranea

  10. marcoghibellino ha detto:

    mamma nordico-anglosassone :

  11. marcoghibellino ha detto:

    mamma estremo orientale :

    metti la cera, leva la cera …

  12. marcoghibellino ha detto:

    mamma… bhè è palese la black mama

  13. marcoghibellino ha detto:

    poi mia mamma

  14. marcoghibellino ha detto:

    mi assomiglia , ma essere più macho di lei è un impresa assai ardua

    • marcoghibellino ha detto:

      quella più bassa è mamma , 1944, l’altra mia zia, quando…

      erano staffette partigiane e portavano messaggi attraverso le linee tedesche per i partigiani del Raggrupamento M.te Amiata in Pratomagno. Ma aveva 10 anni e lo faceva sopratutto lei accompagnata solo da un grosso spinone; mia zia Silva 16 anni era troppo carina, poteva attrarre attenzioni non gradite

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