a noi affine

ennesimo viaggio all’ufficio anagrafe del comune di lucca.

prima di partire ci eravamo già scontrati con l’impiegato ingrugnone, uno che non ride mai, non si intenerisce mai, non ride mai.

lavorasse in miniera capirei…

in ogni caso ho lasciato per un’ora gli uomini a casa soli, ho preso la bici (dio quanto mi mancava la mia bici, solo fare due metri nel centro storico mi ha stappato il cervello!) e sono tornata nel palazzo che rende pazzi.

sono entrata, ho premuto sullo schermo, ho preso il numerino e sono stata chiamata istantaneamente perché non c’era nessuno.

dio… c’era di nuovo l’impiegato ingrugnone…

“salve… si ricorda di me? sono quella che doveva partire per l’armenia e abbiamo fatto qualche documento qui, lei fu così gentile… sa siamo tornati, è andato tutto bene, e quindi adesso sarei qui per denunciare il fatto che abbiamo un coinquilino di nove mesi a casa… l’altra volta ho parlato con una sua collega, mancava il passaporto armeno e quindi eccomi di nuovo qui, con tutti i documenti, ho studiato, può chiedermi qualsiasi cosa, sono pronta!”

“è un cambio di residenza quindi?”

“beh, immagino di sì, prima viveva a yerevan e ora vive a lucca…”

“per i cambi di residenza ci vuole l’appuntamento. arrivederci.”

“come scusi? guardi, sono venuta prima di natale, ho parlato con due sue colleghe, sono state gentilissime, come lei del resto, mio signore e padrone, dio della scartoffia, non mi hanno detto che ci voleva un appuntamento, mi hanno solo detto che ci voleva il passaporto. l’ho preso e eccomi qui.”

“le mie colleghe si sono sbagliate, ci vuole l’appuntamento”.

“capisco. e mi può dare un appuntamento?”

“no. non me ne occupo io”.

“certo, che sciocca. vuole essere così cortese da dirmi chi se ne occupa?”

“deve chiederlo allo sportello 1”

“ah certo, sciocca a non averci pensato… e secondo lei allo sportello 1 mi potrebbero fare il cambio di residenza senza appuntamento? vede, stamani non c’è nessuno…”

“non le garantisco niente…”

“buon anno anche a lei e a tutta la sua famiglia!”

allo sportello 1

“buongiorno! avrei bisogno di completare la procedura per il mio coinquilino principe A.

“si tratta di un cambio di residenza, deve chiedere un appuntamento…”

“buongiorno, per cortesia, mi darebbe un appuntamento per un cambio residenza?”

“non funziona così, se ne occupa un call center, deve telefonare…”

“ah, potrei avere il numero? oppure se adesso lei non ha appuntamenti potrebbe mica farmi il cambio di residenza?”

“eh… ma non è mica così semplice… ce l’ha il passaporto?”

“sì”

“e il codice fiscale?”

“sì”

“e la dichiarazione della CAI?”

“sì”

e va bene, allora visto che non c’è nessuno glielo faccio io”

“grazie, lei è un tesoro”.

e così, con numero pratica 0001 del 2016 (0001, capite? 0001, vuol dire che prima di me il deserto) adesso il coinquilino è passato di grado.

adesso è “persona a noi affine”.

in effetti somiglia tutto HDC…

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15 risposte a a noi affine

  1. pensierini ha detto:

    ‘affine’? un parente acquisito, come un cognato? mah. Benvenuto in Italia, Principino!

  2. tittisissa ha detto:

    Evviva!! Passato di grado! Iuhuuu! E però il principino A. ci era parecchissimo affine anche prima! :)

  3. marcoghibellino ha detto:

    a 1a risposta dell’impiegato : (
    a 2a risposta ” =.=
    a 3a risposta ” ggggrrrRRRRROOOOWWLLLLLLL
    a 4a

  4. giorgiorgio ha detto:

    Ma ti rendi conto che razza di cialtroni c’è in giro…

  5. AD Blues ha detto:

    :)
    E cosa manca per il prossimo upgrade de “persona affine 1.0” a “figlio 1.0”?

    —Alex

  6. donna allo specchio ha detto:

    sembra di essere nel fumetto di asterix e obelix che vanno a roma al ministero. Al ministero succeed la stessa cosa tra l’altro

  7. Angela ha detto:

    Pensavo che dopo una quarantina di anni le cose fossero migliorate! Nel nostro comune nel 1972: “Kim? E che nome è??” . “Ma è il suo, è un nome che esiste, c’è anche un libro intitolato così”… “Ma io non leggo, non ho tempo!”.

  8. marcoghibellino ha detto:

    Va bhè Angela quella è ignoranza ^^ fastidiosa in un impiegato che sta al pubblico ma non è malleducazione ; mi è capitato di fare mezzora di fila e trovare ( ore 10,20 del mattino) l’impiegato ( era una USL) ) che mangiava brioche e cappuccino, ho aspettato in silenzio un pò poi gli ho preso il cappuccino e l’ho versato nel cestino, lui stava per dire qualcosa poi mi ha guardato e ha deciso di fare la pratica che gli porgevo, io non ho detto niente

    • Angela ha detto:

      Colpita, affondata, ammirata e senza parole!

      • marcoghibellino ha detto:

        si ma si rischia, almeno io rischio perchè tendo a perdere controllo in questi casi , sopratutto se , come mi è capitato vedo infierire su deboli, tipo impiegati arroganti e maleducati con pensionati ( alle poste) , signora mia ora se gli molli due schiaffi rischi querele

  9. donna allo specchio ha detto:

    caro marcoghibellino io l’ho sempre pensato che sei un grande!!!

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