scuola di sopravvivenza

durante la passeggiata mattutina abbiamo incontrato un amico, più di un amico, a dire il vero, visto che è sia quello che ci ha sposati sia quello che ha scritto una delle lettere di presentazione per il governo armeno, di fatto uno zio conquistato sul campo.

lo zio fa l’avvocato e lavora di pochissimo fuori città, per cui ho deciso di accompagnarlo in ufficio con l’ovetto semovente occupato dall’addormentato principe (che aspetti una principessa che lo baci per svegliarlo?).

quando dico “pochissimo fuori città” intendo un chilometro a malapena dalle mura, ma per noi lucchesi si sa, oltre le porte delle mura siamo “fuori”.

per cui passata la porta per uscire dall’arborato cerchio, lui a piedi e io spingendo un coso a quattro ruote (che comunque guido meglio di una macchina, che lo si sappia) ci siamo avviati chiacchierando.

dopo pochissimo il marciapiede è finito ed è iniziato lo sterrato.

ok… poco male.

abbiamo attraversato sulle strisce con molta circospezione e poi, per passare la strada successiva abbiamo letteralmente scavalcato il cordolino di cemento attraversando alla garibaldina in un momento nel quale non passava nessuno.

guadagnato l’altro lato della strada e il marciapiede relativo abbiamo iniziato il percorso a ostacoli vero e proprio.

la scelta era fra salire e scendere continuamente da marciapiedi senza scivolo o stare di striscio lungo la carreggiata.

sono salita e scesa.

ma non ho potuto fare a meno di chiedermi come avrebbe potuto fare una persona da sola in carrozzina.

a dire il vero salire e scendere è stata la parte meno complicata, perché almeno voleva dire che il marciapiede c’era.

perché non sempre il marciapiede c’è.

non solo c’è da un lato solo della strada, ma a volte è occupato da pensiline dell’autobus, da parcheggi semilegali, da tombini malmessi, da toppe audacissime.

il principe per un pochino ha dormito.

poi ha iniziato a innervosirsi leggermente.

verso la strada del ritorno ha iniziato a dare veri e propri segni di rompimento di zebedei.

il continuo sballottare, il rumore delle macchine, la puzza del gas di scarico mi hanno fatto ferocemente pentire di essermi avventurata per ben ottocento metri fuori dal “salotto buono” lucchese: il centro storico pulito come una bomboniera e pedonalizzato a dovere.

ottocento metri oltre il salotto buono si è già nella jungla, in un mondo fatto solo per automobili, senza posto per le ruote di un ciclista, di un passeggino, di un disabile.

“senza posto” rende bene l’idea.

non è una periferia per bambini.

e forse, dove non c’è posto per i bambini non c’è posto per un sacco di altra gente.

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4 risposte a scuola di sopravvivenza

  1. Francesca Merlini ha detto:

    Cara Lucy, sono le stesse domanda che ho iniziato a pormi io 4 anni fa: marciapiedi così stretti che ci passa preciso un passeggino (guai a incontrare un’altra mamma in senso opposto!), macchine parcheggiate in modo assurdo che impediscono le operazioni di sali/scendi…
    E sono le stesse domande che ci siamo fatti 1 settimana fa visitando Pompei: è ovvio che le strade non siano perfette hanno 2000 anni!! (e comunque son meglio di quelle fatte ieri l’altro), ma possibile che 2 genitori debbano portare a spalla figlio e passeggino perchè nessuno ha pensato a delle banalissime passerelle in legno? Un disabile, come fa???

  2. pensierini ha detto:

    Concordo, sono le stesse identiche riflessioni che ho fatto io, ai tempi del pupo. E che rifaccio adesso, che in carrozzina ci sono io. Provvisoriamente, per mia grandissima fortuna. Ma quelli che ci devono vivere a vita? Neppure l’ascensore di casa mia è a norma.

  3. donna allo specchio ha detto:

    in compenso qui in Francia con la legge dell’accessibilità sono passati all’estremo opposto obbligando con norme costrittibili assurde a modificare dei palazzi mandando in rovina piccoli commercianti per esempio o pretendo l’accessibilità dove non ha senso.

  4. marcoghibellino ha detto:

    incredibile viene davvero da chiedersi come non ci si sia estinti noi sapiens sapiens visto che le savane africane, o le grotte del neolitico non erano a norma

    http://mammacanguro.blogspot.it/p/corsi-per-imparare-portare-i-piccoli.html

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