presepe

col principe abbiamo fatto il presepe, stasera.

strana casa, la nostra, dove il presepe conta più dell’albero.

è che il presepe aiuta a capire un sacco di cose, a volte sceme, a volte molto importanti.

per esempio che i bambini stranieri, che arrivano in una terra straniera, dove nascono, o giocano, o stringono una storia in mano, devono essere adorati e non scacciati.

per esempio che tre uomini sapienti e un cammello possono fare un sacco di strada insieme per seguire la scia luminosa di una stella, e non per dogma, per conoscere.

nel nostro presepe ci sono angeli innamorati di pastori, pecore che si raccontano storie, un bue e un asinello coppia di fatto.

perché il presepe racconta una storia, la storia di tutti noi, e lo fa solo se non esclude, solo se non viene brandito ma allargato, a una ballerina di plastica, a un peluche, a un indiano e a un cow boy.

perché il presepe racconta di una mamma e di un papà e di un arrivo illegittimo quanto meraviglioso.

una mamma e papà che dicono sì per amore, non per “biologia”.

ogni bambino può salvare il mondo, se gli adulti glielo permettono.

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6 risposte a presepe

  1. Chiara ha detto:

    Meravigliosa versione del presepe. Condivido: nel nostro spesso ci finiscono i pompieri che devono salvare qualche pecora misteriosamente bloccata sul tetto della capanna ecc.
    Ma va benissimo così.

  2. AD Blues ha detto:

    Nel vostro presepe c’è anche posto per un essere gigantesco a forma di gattonero? ;)

    —Alex

  3. Nicola Di Grazia ha detto:

    Ok, ero indeciso se comprare i pastori e tutto l’ambaradan, perchè qui in Brasile li ho sempre trovati sempre molto plasticosi – “made in china”, ma questo post mi sta convincendo all’ acquistone!

  4. tittisissa ha detto:

    Splendido. Vado a fare il presepe anch’io adesso!

  5. donna allo specchio ha detto:

    Piace anche a me la tua idea di presepe, ma non piace farlo perchè, non sono manuale ne creativa e la sola idea di dover mettermi a pensare come farlo mi fa orrore. Ovvero sarebbe il solito: un respiro, un vaffa, come faccio ogni volta che devo anche solo , appendere un quandro (quando non riesco a sbolognarlo a qualcun altro), cambiare la carta della stampante. In compenso sono brava a delegare le cose rognose a chi le fa meglio di me (sarei un’ottimo capo eh eh). A casa mia era mia mamma che faceva il presepe, e l’albero lo facevamo insieme. Io ho sempre preferito l’albero. Il presepe aveva quel non so che di religioso che mi disturbava.

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