fortuna

ieri da un amico mi è stato chiesto di riflettere sulla fortuna, e la cosa in effetti capita a fagiolo, sentendo in questi giorni abbastanza frequentemente, frasi del tipo “oh, che bimbo fortunato!”

frasi che, abbastanza ovviamente non vengono dette ai bimbi nati nel posto giusto e al momento giusto, ce lo vedete qualcuno rendere visita a una puerpera dell’ospedale di Barga e commentare, guardando il piccolo “oh, sei proprio fortunato a essere nato in un paese con uno stato sociale che ancora regge e con un sistema sanitario che permette cure di ogni tipo!”

frase che a ben guardare ha la stessa logica di quella rivolta al principe A.

eppure non viene detta, perché forse gli sbagli di cicogna non sono contemplati.

il fatto è, dal mio personalissimo punto di vista, che da anni eravamo alla rincorsa di questa benedetta cicogna, da anni ci chiedevamo dove fosse finito nostro figlio, da anni cavalcavamo fiumi al contrario come salmoni impazziti senza mai arrivare alla meta.

quando ci hanno telefonato per dirci che l’avevano trovato, che ci aspettava e che stava bene, ci siamo sentiti molto fortunati.

ci sono persone che sono fatte le une per le altre e non si incontrano mai.

e ci sono invece persone fortunate che dopo essersi cercate una vita, dopo aver rivoltato ogni zolla di terra, ogni sasso di fiume, ogni conchiglia del mare, dopo aver cercato dietro a ogni granellino di sabbia, ecco, si trovano, si incontrano, si riconoscono e finalmente possono respirare.

queste persone sono persone fortunate.

alla fine non so se esistano la fortuna e la sfortuna, credo che sia più che altro una questione di punti di vista, di aspettative, di visione del mondo.

sento il respiro del topo arrivare dalla cullina accanto a me e mi ritengo fortunata.

mi sarebbe piaciuto che il topo fosse arrivato quando avevo dieci anni di meno, quando non avevo mal di schiena, quando sarei stata in tempo a pensare anche a una sorellina o un fratellino?

forse sì, ma non sarebbe stato lui.

stanotte ho sognato che ero di nuovo in armenia, che dalla casa dei bambini usciva una tata con un bambino in braccio e mi diceva che era il topo.

io rispondevo che no, quel bambino non era il mio, il mio era un altro, era quello con gli occhi di perla nera e i capelli morbidi come la seta e lei insisteva, mi diceva che lui o un altro sarebbe stata la stessa cosa che differenza poteva fare?

nel sogno rispondevo che avrei potuto benissimo prendere ANCHE quello, ma che non sentivo ragione, prima mi dava il mio cucciolo, poi si ragionava di tutto il resto.

c’era differenza, c’era tutta la differenza del mondo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

5 risposte a fortuna

  1. Madame in Gloves ha detto:

    Che bello questo post. Condivido appieno. Un abbraccio grande!

  2. Anna ha detto:

    Forse gli anni sono passati perché voi aveste lui e viceversa…buona vita

  3. emilia ha detto:

    Che nel post e che bellissimo (e spaventoso) sogno . bacio.
    Ps: A gennaio la Luna vorrebbe incontrare il principe :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...