pane

il pane più buono di lucca si trova in via guinigi.

ieri sera, con la testa ancora annuvolata da pensieri terribili che una persona cattiva mi aveva scatenato, dalle parole tremende che non sono uscite di bocca ma che sono rimaste a ronzare nella testa come un mucchio di api inferocite, con i pugni tesi, le gambe rigide, la voglia di piangere unita a quella di vendetta, con i “e se avessi detto così..” o “e se avessi risposto invece così…” che sono sempre i pensieri di poi, che escono dopo, che escono quando più non occorre dirli, né pensarli e invece quando servono frughi nel cervello come in una borsa vuota o troppo affollata di oggetti inutili e non trovi mai quello che vorresti dire per davvero, ieri sera, dicevo, sono passata a comprare il pane.

in via guinigi.

che è una via che incrocia via sant’andrea, poi incrocia la via di casa mia, poi c’è il portone, le scale e poi le scarpe che volano via come si deve.

dicevo che sono andata a comprare il pane.

“un pane basso, per favore…”

“è appena sfornato, è caldo…”

“meno male, mi ci vuole”.

pagato, messo a posto il portafoglio, aperto l’ombrello e il pane sotto braccio, come si fa con una nonna.

appoggiato, di fretta, sul petto.

in un sacchetto di carta, bianco.

e fuori la pioggia, la prima pioggia di ottobre, arrivata puntuale col calendario.

e il pane era caldo.

e profumava di pane.

caldo e profumato, sotto un ombrello, in un sacchetto di carta bianco.

e allora ho annusato.

la farina, e il grano, e la legna e il forno.

e con la mano ho dato un pizzicotto al pane, rubandone un pezzetto di crosta e di mollica, che ha fatto crac, sotto le dita.

e in via sant’andrea l’ho morso. piano.

e masticato, piano.

e il pane ha protestato, un poco, cric, croc.

e poi piano piano ha sussurrato, e poi piano piano si è spento, docile e buono, sotto i denti.

e ho chiuso gli occhi, annusando, assaporando, ascoltando la pioggia sulla stoffa dell’ombrello.

e ho lasciato che si aprissero i pugni, si rilassassero le labbra, rallentasse il passo.

e sono arrivata a casa, col pane morsicato e il sorriso sulle labbra.

 

 

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11 risposte a pane

  1. Madame in Gloves ha detto:

    Questa cosa di non riuscire a rispondere e tenersi dentro le cose che si avrebbe voluto dire è un meccanismo di salvezza dell’anima , Lucia, credimi. Ti saresti sentita mille volte peggio a risponderle a tono, ti saresti sentita alla stregua di questa stessa persona, quindi cattiva. Santo il pane. Buona giornata!!🎀🎀🎀

  2. biba ha detto:

    Esprit de l’escalier: sono campione del mondo… Ma spesso non ne vale davvero la pena! Anche nella scelta del pane sono molto brava e queste sì che sono soddisfazioni.

  3. marcoghibellino ha detto:

    con la testa ancora annuvolata da pensieri terribili che una persona cattiva mi aveva scatenato…

    ahimè non viviamo più in tempi civilizzati quando…

  4. marcoghibellino ha detto:

    Ricorderò innanzi tutto i doni di Demetra
    dalle belle chiome, caro Mosco; tu conservali nella tua mente.

    Le farine più pregiate e migliori di tutte
    sono quelle di orzo dalle belle spighe, tutte setacciate con cura.

    In Ereso dell’inclita Lesbo, colle avvolto dai flutti,
    più bianche dell’eterea neve. se gli Dei si cibano
    di farine d’orzo. Lì va Ermes e le compra per loro.
    Anche a Tebe dalle sette porte le farine sono ottime .
    Anche a Taso e in alcune altre città, ma vinaccioli
    sembrano se confrontate a quelle ; non ci sono dubbi.
    Ben impastato da mano che lo fa girare in tondo
    un kollix dei Tessali tu gusta, che essi chiamano krimnites, altri invece pane chondrinos.
    Poi quello di Tegea lodo, figlio di semola,
    cotto sotto la cenere. Il pane preparato per il mercato,
    il migliore, Atene gloriosa offre ai mortali .
    A Eritre dai ricchi grappoli, il pane giunto dal forno,
    bianco, fiorente di morbida fragranza, rallegrerà durante il banchetto.

    Archestrato di Gela IV sec aC – 330 aC
    Gastronomia

    https://books.google.it/books?id=2-7b0R3wa90C&pg=PT28&lpg=PT28&dq=Omero++il+pane&source=bl&ots=eNkIzU69Y-&sig=HEbVUrG9A59DmOSDexCvC9672Lc&hl=it&sa=X&ved=0CFQQ6AEwC2oVChMIu46QtqajyAIVQr1yCh0izArn#v=onepage&q=Omero%20%20il%20pane&f=false

  5. AD Blues ha detto:

    Avrei scommesso che il pane non sarebbe sopravvissuto fino a casa…
    Evidentemente il forno è veramente vicino all’arancio!

    —Alex

  6. paleomiki ha detto:

    Brava Luci, non farti turbare da persone meschine. Baci danesi <3

  7. Astrea ha detto:

    Ti basta poco

  8. valeria ha detto:

    … e pane sia dimenticare la rabbia.

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