il nemico

All’inizio erano polacchi, lavavano I vetri ai semafori, e davano fastidio.

Poi divennero albanesi, vendevano fazzoletti, si diceva che rubassero, che le prigioni di tirana avessero riversato nell’adriatico la peggiore delinquenza, che arrivava a bordo di navi arrugginite.

Facevano impressione, tutti ammassati com’erano.

Poi si chiamarono extracomunitari.

Fuori dalla comunità, stranieri, lontani.

E lontani dovevano stare e rimanere.

Fu proposto di sparare ai gommoni.

Di mandare l’esercito.

Di rimandarli tutti a casa loro.

Poi furono clandestini.

Una legge chiedeva ai medici di denunciarli, se li avessero trovati al prontosoccorso.

Fuorilegge in quanto tali, reati ambulanti, reati su due gambe, colpevoli di essere nati e di essersi mossi.

Tutto questo è servito per far credere alla gente che essere egoisti, razzisti, violenti e intolleranti fosse accettabile e degno di considerazione.

Non sentimenti riprovevoli dei quali vergognarsi.

No, da esibire come canottiere macchiate di sudore, come un petto peloso, come una pancia da vino.

E poi abbiamo cercato altri colpevoli.

Gli stranieri.

I tedeschi.

I greci.

I canadesi.

Tutti, tutti colpevoli.

Ma noi no.

Noi.

Incapaci di provare pietà.

Incapaci di desiderare giustizia.

Noi, concentrati sulla nostra pancia gonfia d’odio.

adesso il nemico giace sulla spiaggia.

e noi fingiamo dispiacere.

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2 risposte a il nemico

  1. AD Blues ha detto:

    In questi giorni ho letto mille scritti riguardo all’opportunità o meno di pubblicare le tremende foto del cadavere del bimbo riverso sulla battigia.

    C’è chi condanna la scelta “in nome della pietà e del rispetto per il povero bimbo” oppure in nome del “maledetto schifoso che la pubblichi per raggranellare qualche click in più sul tuo schifoso giornale”

    C’è chi applaude alla scelta sostenendo che serva a scuotere le coscienze addormentate ed impigrite di chi sta con il culo al caldo, che pensa che i “clandestini” siano solo un branco di ladri malefici, assetati del nostro benessere o peggio ancora untori di malattie estinte o peggio ancora terroristi.
    Come ha detto qualcuno, se non ci fossero state le tremende foto dei prigionieri scheletriti dei campi di concentramento, forse ci sarebbero stati molti più negazionisti dell’olocausto.

    Io non lo so dove stia la verità. La mia coscienza era già scossa ai tempi dei barconi stracarichi che provenivano dall’Albania quindi forse è per questo che a me la foto non fa cambiare idea.

    —Alex

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