al mondo non puoi chiedere di più

lucca, via fillungo, in bici, che non si può mica andare in bici in via fillungo, ma insomma, se uno sta attento, va piano piano, scansa tedeschi, danesi e francesi con la maglia a righe bianche e blu, evita bimbi col gelato, vecchi coi piedi storti, ragazzine vestite con i pantaloncini corti e le cosce anche, ragazzetti con la pettinatura “a stiaffo” e cani al guinzaglio che si trascinano dietro padroni distratti dal passaggio di un culo su due gambe.

sento la musica, è un violino, non si capisce bene da dove venga, ma sicuramente arriva.

arriva al cuore, arriva alla rotonda scambiatrice dell’autobus a lussemburgo, arriva all’aeroporto di francoforte, di monaco, di dresda, di mumbay.

arriva alla casa minuscola di boulevard de la pétrusse, alla luminosa casa della giraffa, arriva alla stazione del treno di luxembourg ville, arriva a treviri, arriva alla festa portoghese in place d’armes, arriva alle domeniche pomeriggio solitarie, davanti alla latteria luxlait, arriva alle mattine di nevischio, arriva ai pomeriggi col poco sole radente che tinge di caramello le foglie dei boulevard.

arriva al rumore delle ruote del trolley trascinato sul marciapiede, di notte, per tornare a casa, da sola, arriva in cantina dove la lavatrice mi spaventava, nel giardino con la salvia e l’ortensia addormentate accanto alla bicicletta, nelle scale cigolanti di legno antico.

fermo la bici, sorrido e cerco il violino.

suona dalida, non si sentono le parole, quelle le sento io, che d’un tratto dimentico la giornata meschina avuta al lavoro, la lista delle cose ancora da fare, delle verdure da comprare, dei posti da passare.

è dalida, e rivedo il suo abito bianco, i lunghi capelli, le mani eleganti.

è dalida e rido, appoggio la bici al muro e tiro un soldo nella custodia del violino.

il violinista sorride.

e anche io.

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Una risposta a al mondo non puoi chiedere di più

  1. AD Blues ha detto:

    E’ bellissimo quando un gesto, un odore, un suono, ci accendono il cinema dei ricordi; soprattutto se sono quelli belli.

    —Alex

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