sto lavorando

(modalità vecchietta polemica on)

mi capita sempre più spesso di sentir dire la frase “sto lavorando!” a giustificazione di scelte assurde e che incasinano la vita agli altri.

ieri sera, uscendo dal ristorante dove avevamo festeggiato il compleanno di mio fratello e della wonder cognata, un camion gigante è arrivato e ha frenato esattamente dietro la nostra macchina, bloccandola.

“scusi, dovremmo uscire…”

“ma io devo scaricare…”

“può fare qualche metro più in là?”

e il tipo bofonchiando ha spostato il mostro.

due giorni fa, entrando in una piazzetta del centro storico, il fornitore dell’alimentari ha deciso di percorrere, per uscire dalla piazza, il senso unico al contrario, perché faceva prima a fare manovra.

la scusa è sempre la solita: “io sto lavorando!”

il furgone della nettezza urbana che passa alle sei e mezzo la mattina ha uno sportello laterale, che serve per agevolare il “lancio” del sacchetto.

si può tenerlo o su, o giù. bloccato con un gancio affinché non dondoli.

ma il conducente non ha mai voglia di bloccarlo, così, alle sei e mezzo di mattina, quando passa, al rumore apocalittico si aggiunge il ritmico batacchiare dello sportello. d’altronde sta lavorando, che gli vuoi dire?

il tipo che ci ha avviato la caldaia, con la sigaretta in bocca in casa, ha spento i mozziconi sul pavimento della soffitta. stava lavorando…

l’elettricista che ci ha montato il citofono nuovo ha disattivato il meccanismo che permetteva di sentirlo in tutta la casa e adesso lo si sente soltanto se siamo in cucina. magari date un colpo di telefono, lui stava lavorando…

gli idraulici che ci hanno fatto i lavori in casa non avevano con loro niente per aspirare la polvere che facevano, hanno usato il mio aspirapolvere tedesco, rovinandolo definitivamente. ma stavano lavorando.

la signora che pulisce le strade all’alba quando chiacchiera con il collega non spenge la macchina lavastrade e tutta la città si chiede cosa stia succedendo. d’altronde sta lavorando.

perché il fatto di fare un lavoro dovrebbe giustificare il fatto di farlo alla cazzo? perché non si potrebbe pensare che fare un lavoro ha senso se lo si fa bene, in sicurezza per sé e per gli altri e nei limiti del possibile senza danneggiare gli altri?

(modalità vecchietta polemica off)

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5 risposte a sto lavorando

  1. AD Blues ha detto:

    Beh, i casi son due: o sono un vecchietto polemico anche io (tra l’altro una cosa altamente probabile) oppure hai maledettamente ragione.

    —Alex

  2. biba ha detto:

    Che arroganza! L’altro giorno un furgone per le consegne ha bloccato la strada al mio taxi, sempre con la solita frase: “e ma io sto lavorando”. Al che si è preso una serie di contumelie da me che ho cercato di spiegargli che anche il tassista stava lavorando e che io stavo andando a lavorare (sempre che lui lo permettesse!)

  3. marcoghibellino ha detto:

    me lo fate ripetere sempre : ” chi lavora danneggia anche te, digli di smettere”

  4. donna allo specchio ha detto:

    ah il buon vecchio sartre diceva due cose saggie:” L’enfer c’est les autres” che lavorino o no o “la mia lib”ertà comincia dove finisce la tua”

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