mattina

HDC russa, il gatto fa le fusa, la vicina ascolta la radio e io casco dal sonno da giorni.

stamani è un caldo appiccicoso di marmitte di furgoni e di fuoristrada da figli di papà.

stamani detesto questa cittadina dove non esiste il silenzio dalla sei alle sette, stamani muoio di caldo e sonno, non ho voglia di andare al lavoro, ho la testa presa da mille pensieri afosi, scarsi di vento, depositati sul bordo delle sopracciglia corrugate e appesantiti dal caldo.

forse alle sei dovrei uscire, se tanto non dormo, scappare sulle mura a respirare sotto agli ippocastani del tratto che passa dall’orto botanico, guardare il cielo schiarire del tutto, guardare dall’alto la città che si sveglia ma che non mi tocca, sul bordo della stradina sassolosa da scorrere come un tappeto.

potrei cercare un baretto dove fare colazione, portandomi dietro un libro da leggere, potrei provare a respirare l’aria del mattino, senza l’odore delle macchine lavastrade che passano in continuazione, potrei.

forse potrei scappare e andare al mare.

credo che andrò a suonare il campanello della vicina.

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2 risposte a mattina

  1. AD Blues ha detto:

    Io sarò pazzo ma in queste mattine appiccicose di risvegli prima dell’alba faccio una doccia gelida e poi scappo al lavoro. Almeno li, fino alle 9 c’è silenzio e fresco!

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    credo che andrò a suonare il campanello della vicina.

    e scappare

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