carta per il pesce

“la notizia di oggi serve per incartare il pesce di domani” è un vecchio detto del giornalismo.

a volte mi pare che anche il giorno stesso, sia meglio incartarci il pesce, col giornale, invece che aspettare ventiquattr’ore.

succede soprattutto quando la carta è immateriale, quando il sito è repubblica.it e quando si parla di scEnze.

guardate questa foto in home page col suo titolo:

boiatache sensazioni vi provoca?

delle margherite mutanti, trovate in una città teatro di un disastro nucleare.

la natura violentata, storpiata dalla violenza della tecnologia e dell’inquinamento, un fiore così tenero, innocente, simbolo della semplicità e della purezza ridotto a un mostro a due teste, (teste, si badi bene, non corolle, c’è scritto proprio “teste” come cerbero).

le margherite a fukushima hanno quattro gambi e due teste.

innervosita clicco sul link che manda alle immagini (facendo probabilmente l’unica cosa che interessa a chi ha messo lì questa foto: ottenere un click che porti a entrate pubblicitarie…) e leggo la prima didascalia, che è la stessa per tutte e cinque le foto.

boiata2ecco.

la didascalia spiega che la foto è stata scattata a 100 chilometri dalla centrale, e che la preoccupazione è OVVIAMENTE legata all’ipotesi che le mutazioni siano una conseguenza del disastro nucleare.

alla fine della didascalia arriva la spiegazione:

“ma le anomalie di queste piante, spiegano gli esperti, sono dovute al fenomeno della fasciazione e possono essere provocate da cause diverse, come parassiti e virus e non necessariamente da contaminazioni radioattive”…

ecco.

gli “esperti” queste persone senza nome e senza volto, ai quali viene concessa una spiegazione di due righe, fumosa, difficilmente comprensibile, e sicuramente poco convincente.

per capire cosa sia la fasciazone occorre andare almeno su wikipedia (non dico su un trattato di adorno eh, basta wikipedia, basta google, bastano due minuti):

https://en.wikipedia.org/wiki/Fasciation

ma vuoi mettere il fascino dell’allarmismo?

come si fa a attribuire a qualcos’altro una cosa mostruosa trovata a fukushima?

soprattutto, come si fa, dopo che in copertina scrivi “le margherite di fukushima”?

come si può fare ad avere giornalismo decente in italia invece che schifezze degne di novella duemila?

per chi volesse approfondire, qui si trova un pipponcino scritto molto bene, (e per il quale un po’ mi rodo dalla gelosia) da qualcuno che dovrebbe insegnare qualcosa a certi giornalai.

 

 

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3 risposte a carta per il pesce

  1. AD Blues ha detto:

    Ben scritto, lascerei solo perdere il termine “giornalai” che come “pennivendoli” mi puzza un po’ troppo di ventennio.

    —Alex

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