zolfo

l’odore si è sprigionato dalla valigia aperta davanti alla triste lavatrice del ritorno: un odore potente e inevitabile, l’odore delle fumarole, della pozza fangosa dove si immergevano i turisti in cerca di miracoli, l’odore della strada prima di arrivare in paese, l’odore che penetrava tutto: vestiti, costumi, asciugamani.

odore di zolfo.

violento, puro giallo odore di zolfo.

come quello che aveva addosso mio nonno d’estate, quando tornava dall’orto, come deve sicuramente avere addosso il diavolo, come aveva addosso ciàula, il giorno che vide la luna.

penetrante, odorante di fatica, di sudore e di povertà, di cavatori e di contadini.

lo zolfo, che puzza soltanto quando si lega a qualcos’altro, come l’idrogeno, che trasforma l’inodore in fetore.

lo zolfo, che puzza di pomodori scaldati dal sole, di vigna in vacanza, di campo tagliato.

lo zolfo, che mi pare di sentire ancora dentro al naso, e che alla fine, un pochino mi mancherà.

 

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Una risposta a zolfo

  1. Gianc. ha detto:

    Tranquilla, non ti mancherà!

    Feci il tuo stesso giretto nell’estate ’99. Mi sono immerso a mo’ di ippopotamo nella stessa pozza fangosa e solforosa, rotolandomi come un verro lussurioso indossando un costume, che ancora possiedo e utilizzo con gioia e profitto.

    L’odore di zolfo e’ oggi, dopo 16 anni, ancora percepibile!

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