fra crucchi e italiani

passare due settimane in un’enclave tedesca in sicilia regala sensazioni contrastanti.

i ragazzi con cui HDC doveva lavorare erano dell’università di brema e devo anche dire che è vero: davvero ci sono due germanie, davvero esiste l’est e esiste l’ovest, davvero la “mia germania” era un pezzettino di qualcosa di maggiormente grande e articolato.

ma è vero che esiste anche “la tedeschitudine”, una weltanschauung di popolo che unifica e rende nazione: l’amore per la tecnologia (sia quella utile che quella fine a se stessa) per l’abbigliamento tecnico, per le procedure, i programmi, i calendari, gli appuntamenti, i calzini anche al mare e la birra, naturalmente.

alla fine, due settimane in sicilia mi sono parse due settimane in germania, e mi sono sentita anche perfino a casa, doppiamente, se vogliamo, riuscendo a spiegare a dei tedeschi il concetto di “è troppo caldo, ora non si fa nessuna passeggiata perché si muore, neanche se lo dice il programma scritto a novembre a brema” e ai siciliani quello di “se dicono che ci si vede alle otto e mezzo, arrivare alle otto e quarantacinque non è considerato da persone serie”.

così mi sono goduta lo sdoppiamento di chi accompagna un tedesco a mangiare una granita, di chi racconta a una cameriera che esistono posti dove non si sa che cosa siano, i totani ripieni ma che questi posti sono comunque felici, vivendo anche di altre cose e che no, in italia non siamo un popolo da specchietti e collanine come qualche tedesco è tentato di pensare e che i tedeschi non sono soltanto turisti da spennare proponendo una gita a 65 euro quando a me, in italiano, me ne chiedono 25.

merita provare a costruire un’ europa che sia qualcosa di diverso dai campionati estivi di calcio e che si prenda di nuovo in mano, conducendo ignari tedeschi a vedere il museo eoliano e le sue meraviglie greche e romane, cercando di comprendere che la culla della nostra civiltà sì, da quello parte, ma che si nutre anche di rivoluzione francese (libertà, uguaglianza, fratellanza… come suonano lontane oggi queste parole), di idealismo e di materialismo tedesco.

mi sono sentita di nuovo giovane, in mezzo a quei ragazzi presi dallo studio, mi hanno regalato una freschezza che desideravo respirare ancora, una scanzonata allegria di quanto tutto è ancora possibile, come ero io tanti anni fa, come l’europa che sognavo era, tanti anni fa.

forse è da loro che l’europa deve ripartire, dalla voglia di conoscersi senza pregiudizi, di assaggiarsi, di mescolarsi, di contaminare il piatto e i pensieri dell’altro. e non attraverso un like o un condividi su facebook, attraverso lunghe chiacchierate, davanti a una “birra messina” ghiacciata o a un bicchiere di vino rosso pieno di sole, guardandosi negli occhi e riconoscendosi l’un l’altro come portatore di valori ancora veri, ancora vivi. 

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Una risposta a fra crucchi e italiani

  1. giovanni ha detto:

    Eolie…..forse tra le tre vacanze piu belle della mia vita…..

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