l’elastico

lucca, mattina stanca di un giovedì che si annuncia faticoso.

in macchina thelma accende la radio e tenco inizia a cantare.

la voce scartavetrata mi arriva dritta al cuore.

in un secondo torno sull’autobus a lussemburgo, sono nella zona del parcheggio scambiatore, da dove passava per caricare i frontalieri.

guardo fuori, pioviscola e il mondo è in bianco e nero, l’asfalto, il cielo, perfino l’erba è grigia.

mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, partendo così, senza un motivo vero, solo per non dover dire un giorno che avrei dovuto farlo.

tenco nelle cuffie canta ciao amore ciao.

ciao amore ciao.

e io guardo fuori, mentre dentro il bus salgono belgi con il cavallo dei pantaloni troppo alto, signore dalla zazzera tedesca bicolore, ragazzi.

ciao amore ciao.

sono di nuovo a lucca, guardo fuori la strada dove thelma passa veloce, maggio quest’anno è luminoso e stiamo andando al lavoro.

mi pare passata una vita e infatti lo è.

alla fine del prossimo anno questo blogghino compirà dieci anni, la cosa mi colpisce, e mi spiega molte cose.

mi spiega come mai io mi veda così diversa anche se mi pare passato un attimo.

il fatto è che non è vero che sia passato un attimo, è passato tanto tanto tempo e sono successe tante tante cose, quasi tutte raccontate qui.

chiudo gli occhi e sono di nuovo al parcheggio scambiatore, sto per riprendere lo svincolo per ripartire.

sul bus pieno di gente mi sento sola, come mai sono stata prima, sola e lontana da casa, dove non si può fare altro che ripartire. ormai ci sono, ho un lavoro una casa, una bici e presto conoscerò un’amica, anche se ancora non lo so.

imparerò ad andare da sola a teatro, al cinema, in piscina, in giro, imparerò a conoscermi meglio, a capirmi, ad ascoltarmi.

rieccomi con thelma, ci fermiamo a un bar, per far partire la giornata, siamo circondate da acacie fiorite e sovrastate da un cielo blu.

la lucettina scappata a lussemburgo è ancora con me, sorride delle mie rughe che non aveva e dei chili di troppo che ho promesso a vuoto di riperdere.

al bar le ordino un pain au raisins e un cappuccino fatto come dio comanda.

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3 risposte a l’elastico

  1. AD Blues ha detto:

    Se penso a cosa ci hai raccontato tu in questi (quasi) nove anni e lo confronto con i miei nove anni passati… Brrrrrr :(

    —Alex

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