lucettina a pois, a pois a pois!

(da leggere sulle note della canzone di mina che però parla di una zebra).

sono tornata dall’isola del giglio piena di energia, di mare, di sale, di fiori negli occhi e di ottimi pensieri.

e anche con degli strani pallini rossi sopra a un braccio (uno solo) una gamba (una sola) e la pancia (anch’essa una sola).

non so cosa sia stato, forse il morso di un insettino, forse qualcosa che mi ha fatto male, forse lo strusciarsi contro un erba ruvida, non lo so.

ma mi gratto come un’appestata e mi dimeno nel letto come don rodrigo quando scoprì, fra le lenzuola del mattino, il sozzo bubbone.

la cosa non è granché invalidante, a parte gli sguardi schifati del marito che però ha giurato anche nella cattiva sorte e quindi si attacca, e mi dà l’occasione per riflettere sul concetto di correlazione.

copiancollando direttamente da wikipedia si trova una definizione piuttosto chiara:

“In statistica per correlazione si intende una relazione tra due variabili statistiche tale che a ciascun valore della prima variabile corrisponda con una “certa regolarità” un valore della seconda.”

“Non si tratta necessariamente di un rapporto di causa-effetto, ma semplicemente della tendenza di una variabile a variare in funzione di un’altra.”

ci ho pensato spesso in questi giorni di tragedie in mare, e di terrificanti commenti dei miei concittadini.

prendiamo ad esempio una frase come “gli immigrati rubano il lavoro” e cerchiamo di capire da dove venga fuori.

il cittadino medio assiste al telegiornale.

la prima notizia è che sono sbarcati 1000 clandestini sulle coste di lampedusa.

segue un servizio sull’incremento annuo degli sbarchi e sull’aumento degli ospiti dei centri di permanenza temporanei.

la seconda notizia è che la disoccupazione in italia ancora non si arresta, i giovani, specialmente al sud faticano a trovare un lavoro, e al nord se lo si trova non è quasi mai in relazione al titolo di studio.

segue servizio su ragazzo di bergamo, con master in economia e commercio che fa il pizzaiolo.

il cittadino medio pensa: “ma con tutta questa disoccupazione, proprio qui devono venire a cercare lavoro i disperati? non possiamo aiutarli a casa loro che qui non c’è lavoro neanche per i nostri figli?”

e vede una correlazione abbastanza evidente fra presenza di immigrati e mancanza di lavoro.

il cittadino medio ritiene anche di fare questa correlazione dotato di tutti gli strumenti del caso.

ha sentito le notizie, è evidente che in italia ci sono molti immigrati, è evidente che in italia non c’è lavoro. fine del ragionamento.

tentando un’analisi più approfondita di quello che ha detto la televisione si vede però che alcune cose mancano, rispetto a quanto raccontato.

1) hanno comunicato il dato degli ARRIVI. ma hanno dato anche quello delle partenze? quanti sono gli immigrati che raggiunta l’italia ci rimangono?

2) hanno detto che tipo di attività trovano da fare gli immigrati arrivati sul territorio nazionale? che tasso di disoccupazione ha lo specifico lavoro che trova l’immigrato “medio”? si tratta dello stesso lavoro che cerca il ragazzo di bergamo?

3) che lavoro cerca in realtà il ragazzo di bergamo? quanto è importante per lui trovare un posto di lavoro nelle immediate vicinanze della sua abitazione o quanto è disposto a spostarsi per andare a lavorare che so, in un’azienda toscana, pugliese, veneta o austriaca?

di queste domande non conosciamo la risposta, rispetto al modo di presentare la notizia che dà il telegiornale e la cosa non permette di arrivare a una conclusione determinante.

vuol dire che abbiamo cercato una correlazione dove non per forza c’era.

le correlazioni sono molto pericolose nell’affrontare le tematiche scEntifiche (sì, è un pippone questo, erano anni che non ne facevo e mi prudevano le mani) perché portano chi studia il problema a cercare la conferma di una tesi alla quale lui crede a priori e in modo a volte inconsapevole.

provo a ragionare sui miei pallini sul braccio.

durante la vacanza al giglio ho mangiato cose che non avevo mai mangiato prima? sì. ho mangiato un’ottima insalata di carciofi e piselli crudi. li ho sempre mangiati separatamente, la loro combinazione potrebbe farmi male?

ho forse toccato cose che non toccavo da tempo? sì. ho accarezzato un’asina per un pomeriggio intero. forse aveva delle pulcette che mi sono saltate addosso e mi hanno punto, chi può dirlo?

sono stata in mezzo a un campo o un bosco? sì, ho fatto anche quello e potrei aver incontrato lì qualche acaro mordace.

ho anche letto “l’affare vivaldi” di sardelli e fatto un bartezzaghi sulla settimana ANIMISTICA.

e così via. ma non posso dire, in tutta franchezza, che una di queste cose possa essere stata la causa dei miei pallini rossi.

non mangerò più piselli e carciofi crudi?

non accarezzerò più asine dagli occhi dolci?

non scriverò più, in verticale o orizzontale, il fiume che bagna monaco?

niente di tutto questo, proverò magari a tenere bene a mente che le correlazioni sono strettamente dipendenti dalla mente di chi le osserva e cercherò di spiegarlo ai miei concittadini la prossima volta che mi diranno che gli stranieri rubano il lavoro.

 

 

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4 risposte a lucettina a pois, a pois a pois!

  1. AD Blues ha detto:

    Spero che i pallini passino alla svelta è che tu non li attacchi anche ad HDC!

    Comunque, sul discorso correlazioni farlocche, una volta lessi di una correlazione statistica (ma ovviamente frutto di una scelta errata dei dati) tra consumo di cioccolata e possibilità di vincere un Nobel… ;)

    Tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, specie se il tutto solletica le paure individuali come perdere la vita, il lavoro, il portafogli…

    —Alex

    PS = auguriiiiiii!!!

  2. donna allo specchio ha detto:

    ma che bel post anche se mi dispiace per le tue bolle !!! spero passino presto

  3. giovanni ha detto:

    meriteresti un oscar

  4. marcoghibellino ha detto:

    hummmmmmm acari della sabbia ?

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