primo maggio

festeggiamo il primo maggio in un paese che trabocca di ipocrisia.

il presidente del consiglio dei ministri per aiutare i lavoratori abolisce l’articolo 18.

il papa parla dello stipendio delle donne quando in casa sua le suore stirano le brache ai preti.

la gente è convinta che il lavoro venga rubato dai disperati che arrivano su un barcone, perché è molto più rapido e facile prendersela con gli sfruttati, invece degli sfruttatori.

siamo un popolo manipolato e manipolabile, che ama le parole vuote, da ripetere a piacere e senza ragionare troppo, nel ventennio passato l’offesa era “comunista” adesso è “estra comunitario” (lo scrivo così come l’ho visto scrivere ieri a una persona su facebook).

pensate a una frase antica quanto quella di nonno marx: “proletari di tutto il mondo unitevi”.

pensate a cosa potrebbe voler dire oggi. l’operaio della cartiera che porge la mano a un raccoglitore di pomodori, che sorride a un impiegato prigioniero di una scrivania, che accompagna a casa il pensionato che esce da guardare suo nipote, il muratore che si mette accanto a una partita iva che vende conto terzi, lo stagista che dice buongiorno alla signora della mensa e chiede come va, la signora delle pulizie che ascolta i problemi del lavavetro al semaforo.

immaginateli tutti insieme, guardare tutti verso lo stesso obiettivo, marciare tutti verso la stessa direzione.

io sono vecchia e nonno marx più vecchio di me.

ma il mondo che avevo immaginato insieme a lui era migliore di questo bosco di lupi, dove si inneggia alle tempeste del mare, si lotta l’un contro l’altro armati per un soffio di finto benessere.

stamani su internet la gente si chiedeva se i negozi fossero aperti.

che questo primo maggio sia ventoso, che porti verità e giustizia, che riaccenda la speranza e la voglia di un mondo migliore.

che aiuti la gente a guardare oltre la voglia di andare a comprare un paio di mutante anche il primo di maggio.

 

 

 

 

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2 risposte a primo maggio

  1. pensierini ha detto:

    D’accordo su tutto, escluso il rimpianto dell’art.18, che era riservato solo ad alcune categorie protette di lavoratori, mentre il Jobs Act riguarda tutti, anche i dipendenti di piccole aziende e gli interinali, almeno a quello che ho capito io.

  2. AD Blues ha detto:

    Sai qual è il problema?
    È che il raccoglitore di pomodori sarà sì un proletario come il carpentiere bergamasco ma sarà anche invidiosissimo di quest’ultimo. A sua volta il carpentiere sarà invidioso dell’impiegato è così via.
    La solidarietà sociale esiste solo in teoria ma gli esseri umani sono fondamentalmente degli stronzi.

    —Alex

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