non luoghi

2015-04-19 13.53.47 (1024x742)ogni volta che passo davanti a questo posto la testa mi si riempie di storie.

è un luogo che non esiste e del quale rimane soltanto il fantasma delle sue scritte: “riparazione cicli” e “barbiere”.

adesso è un non luogo: un posto dove non accade nulla di quello che dice. non ci sono biciclette da aggiustare né uomini da radere, prima di riprendere la bici per andare al ballo del paese.

ma io me lo immagino, in bianco e nero, come una vecchia foto custodita dalla carbolina, riempirsi di gente, di contadini di ritorno dal lavoro, con la falciana sulla spalla, il fiasco del vino vuoto, i pantaloni troppo larghi perché sono quelli del fratello bonanima partito per l’america e del quale non si sa più nulla.

anche per quello uno di loro ha chiamato il figliolo amerigo.

per ricordarsi di quello sciagurato fratello, partito con la camicia buona.

e anche amerigo va spesso dal biciclettaio.

perchè amerigo ama le bici, le sa smontare un pezzo alla volta, quelle col cambio e quelle senza, sa come far cantare una catena, come attaccare un pedale, dove rimediare un toppino per la camera d’aria.

allora ha convinto suo padre a mandarlo a bottega.

amerigo così passa le giornate fra biciclette e barbiere, fra rotocalchi spinti con generose cosce di donna dell’italia del benessere e barattoli di grasso per ungere catene.

amerigo pare non essere molto attratto dalle cosce di donna, a dire il vero.

il barbiere ce lo prende sempre in giro, perché è l’unico che non entra di nascosto a guardare fra le pagine nascoste in mezzo alla gazzetta dello sport.

anche il prete, dice il barbiere, con la scusa di indagare sulla pubblica moralità, sbircia sempre fra le pagine rosa per trovare quelle verdoline con le donne sopra.

ma amerigo guarda dinamo, ruote, freni e sellini.

peggio del prete, amerigo.

le unghie nere, su mani precise, svitano e avvitano, tirano fuori camere d’aria come le donne svuotano i polli, riempie i secchielli, infila il gonfio budello nero nell’acqua e lo ruota fino a che non vede uscire le finissime bolle d’aria che raccontano dove sta il buco.

allora asciuga, prende la carta vetra sottile, una goccia di mastice e un pezzo ritagliato da una gomma che non ha più il diritto di essere riparata.

grattugia il buco, spalma un po’ di mastice, respirandone l’odore acido e irresistibile, poi appiccica il toppino così bene che la camera d’aria torna nuova.

la signorina bendettini sorride e ringrazia, paga quel che deve pagare e se ritorna via, con la bici del padre, ondeggiando le natiche sul sellino beige.

alla signorina bendettini piace amerigo.

a amerigo non piace la signorina bendettini.

ad amerigo piace gastone nencini, il leone del mugello.

e un giorno, sogna amerigo, gastone nencini forerà davanti alla bottega, entrerà spingendo la bici e amerigo la sistemerà fiero come un pioppo.

e gastone nencini finalmente si innamorerà di lui.

ma questo amerigo non lo può raccontare al barbiere.

 

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Una risposta a non luoghi

  1. AD Blues ha detto:

    Bellissima, e bellissimo pure il posto; o dov’è?

    —Alex

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