frankfurt hin und zurück

sono stata a francoforte.

non me ne sono praticamente accorta: una riunione di lavoro e un viaggio dall’ andata al ritorno durato in tutto 36 ore.

ma ho fatto in tempo a sentire il sapore del tedesco, a correre in un supermercato per agguantare qualche sapore consueto e portarlo via con me, in valigia, per il ritorno a casa, con qualche seme per condire l’insalata, con del pane nero e croccante, con del terribile caffè filtro.

fiera come un tacchino ho mostrato ai colleghi il simbolo del “pfand” (il vuoto a rendere) e li ho portati a farsi ridare ognuno venti centesimi restituendo la bottiglietta.

ho provato a far assaggiare loro un matjesbrötchen (panino con aringa cruda) ma non ci sono riuscita. hanno preferito la pizza da “ciao italia” e gli è stato bene: gommosa e col gruviera.

ho mostrato con l’aria di chi la sa lunga la parte di marciapiede destinato alla pista ciclabile avvertendo che chi passeggia dal lato sbagliato rischia la vita.

ho sorriso vedendo i due piumoni singoli, nel mio letto d’albergo.

ho guardato il salmone, foderato di aneto, accanto al caffè della colazione.

ho annusato, con incredibile sorpresa, l’odore della carta da parati della sala riunioni, così simile a quella del mio ufficio.

ho visto i tedeschi dall’altro lato del tavolino fare quel gesto così familiare del chiudere velocemente entrambi gli occhi per salutare ed esprimere simpatia, come farebbe un gatto, e ho ricambiato come quando si vuol far sapere a qualcuno che si parla la sua lingua, senza farlo sapere a chi sta intorno.

ho di nuovo traccheggiato in un aeroporto, con die zeit in mano e un té a bollore nell’altra, aspettando l’ora dell’imbarco.

ho annusato un pochino della mia vecchia vita.

mi è piaciuta.

come succede sempre, d’altronde, ci si ricorda sempre solo quello che ci fa piacere.

ma mi è piaciuta davvero…

accidenti.

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5 risposte a frankfurt hin und zurück

  1. AD Blues ha detto:

    Già, la Krukkonia depatatizzata non era male in fondo, vero?
    —Alex

  2. donna allo specchio ha detto:

    che cosa sono le differenze culturali: salutare chiudendo velocemente gli occhi tu mi dici che è un modo per esprimere simpatia! pensa che per un italiano o un francese del sud quel gesto meraviglia e viene inteso non come un gatto, ma come eccessiva riservatezza!!
    Va be, ma io abito da anni in alsazia e, mentre mi sono intesa da dio con i francesi di tutte le regioni, capisco i loro codici e mi scambiano per una di loro, ho qualche problemino con i tedeschi.
    Cosi come qui in alsazia puo meravigliare il fatto che vengono e si rivolgono nella loro lingua come se fosse terra di conquista. Io quando vado in germania chiedo sempre se parlano francese.

  3. biba ha detto:

    Questa cosa degli occhi è interessante, pensavo che lo facessero solo i gatti! Anche a me in generale piacciono i tedeschi, soprattutto la loro attenzione alle cose (non so dirlo meglio, ma penso che tu lo capirai)

  4. cugifà ha detto:

    colleghi dilettanti, mica come il tuo meraviglioso cugino che ogni volta culinariamente ti da enormi soddisfazioni…. il panino con l’aringa cruda, un mito!!!

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