centro italia (diario minimo di due giorni di fuga)

la toscana e l’umbria sono posti che ancora si riconoscono.

saranno le colline, dentellate di cipressi, come la groppa di un gatto arruffato.

saranno i paesi di terracotta, color cipria da nonne, che cambia di colore se fa brutto o bel tempo.

sarà il vino, sarà l’olio, sarà il bosco e sarà l’orto.

ma ci si sente a casa, mentre si attraversano saliscendi e uliveti, ci si ferma, si respira e si riparte: vacanze minuscole e ruvide, le vacanze di pasqua.

ruvide perché non lasciano il tempo di abituarsi alla felicità, appena si è smesso di lavorare che tocca tornarci, ancora quasi non si è partiti che tocca rientrare.

ma anche piccina, una fuga ci vuole e rimette in fila i pensieri come si legano i capelli per non farli mulinare dal vento.

buonconvento, san quirico d’orcia, castiglion del lago, chiusi e gli etruschi, le vasche calde di chianciano, todi e il chianti sulla via del ritorno.

i vecchi in bicicletta sono vecchi normali, con i denti sparpagliati e radi, la bestemmia in tasca pronta come le battute.

mentre si guarda il cielo per capire che pioggia farà, si calpestano selciati vecchi di secoli e si guardano leoni scavati nell’arenaria di zucchero consumata dalle pioggie, madonne piangenti della settimana santa, cristi appesi alle croci, maddalene penitenti e santi chini sul rosario. La resurrezione rimane sempre in secondo piano rispetto alla crocifissione, nelle chiese ombrose di incenso e candele.

intorno altri mille italiani come noi, accenti romani, milanesi, napoletani.

strane famiglie che al ristorante chiedono se la fiorentina sia un hamburger, se ci sia l’aglio nei “pici all’aglione” e se possono avere quelli “cacio e pepe” senza formaggio.

provo a non sentirmi italiana, quando ne sono circondata, immagino me stessa tedesca o francese, lontana, in vacanza ammirata e rapita dalla bellezza della “bellaitalia”.

provo a guardare la strada con gli occhi altrui, per vederla più bella, cerco di immaginare la cartolina che arriva in germania, con una chiesa, tre cipressi, i campi di girasole o di grano.

ci provo, ma poco dopo il grido di qualche mamma, che obbliga i bimbi a chiudersi il giacchetto, a non correre, a non sudare e a mangiare la focaccia stando ben piantati sul passeggino dal quale li faranno alzare alla maggiore età, mi riporta alla mia piccola realtà di provincia italiana.

schöne Grüße aus Toskana…

 

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3 risposte a centro italia (diario minimo di due giorni di fuga)

  1. pensierini ha detto:

    Viele Grüße für dich auch!

  2. giovanni ha detto:

    ciao, un consiglio su quali posti vedere nella tua zona….hai per caso una mail accessibile?
    ;-)

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